L'inutilità del successo

Penso che l'idea di successo che abbiamo noi occidentali filo-americani, faccia veramente schifo. Non è che ci manchi il successo, è che la definizione stessa che ne abbiamo è penosa. Patetica. Molti uomini che conosco personalmente, pensano solo a "soldi e figa" in relazione al successo. Alcuni vanagloria stile influencer di grido, altri poter non fare un cazzo all'ombra di qualche palma tropicale (con donne selvagge seminude). Di sicuro la nostra definizione di successo, fa a meno volentieri della virtù. Partendo da un'analisi lessicale, il successo è al participio passato. E' qualcosa di contrapposto al sogno, al potenziale, qualcosa che ha dimostrato nei fatti, una teoria annunciata o immaginata. Quindi il nostro sogno è davvero questo? Volare da Dubai a Honolulu in prima classe con lo champagne e le modelle anoressiche in cerca della piscina perfetta? E' questo che vogliamo veramente? Oppure il riconoscimento sociale di una nostra capacità, essere più bravo di tutti, o quantomeno di qualcun'altro? Non a caso molti artisti catapultati in questo modello di successo hanno bruciato presto il loro potenziale e la loro vita. L'immagine poi dell'imprenditore super impegnato 24h che si esalta per la cravatta Ferragamo e il Suv, è qualcosa deprimente, a prescindere dalla sua caratura. Questa visione non è nostra. L'abbiamo assorbita dalla tv berlusconiana di stampo mondialista, fatta a posta per allontanare le persone dalla felicità, avvicinandole al narcisismo consumista acritico. Dopo questa, mi sento un po Fusaro, ma nessuno è perfetto. Quindi cosa dobbiamo volere? Qual'è il successo aspicabile per la felicità (e non solo per soldi e fica?)

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