Rivoluzioni domestiche

Da un po non mi prendevo il tempo di scrivere a mo di diario, sul mio disertatissimo blog. La promozione di un prodotto (seppur d'arte) è una cosa davvero poco entusiasmante. Ma anche parlare di musica, che quella entusiasma davvero, dopo un po mi viene a noia. Spiegare il contenuto delle mie canzoni, mi sembra inutile non avendo una serie di date per farle sentire, e suonando poco, il miglioramento dello spettacolo c'è, ma è molto lento.  Penso che ogni rivoluzione ha impiegato diversi decenni per "avvenire" e sorrido della metafora forzatissima. Vorrei sempre parlare invece della gratitudine verso la vita. Il fatto che non vorrei essere nessun altro e che ogni giorno su questa terra mi sembra magico. Mi accorgo della mia fragilità e intuisco quella degli altri: ogni momento può essere fondamentale, ogni errore, fatale, ed ogni scelta, quella sbagliata. Non voglio fare come fanno quelli che nascondono la testa sotto la sabbia. Quelli che fanno finta di essere "leggeri" stile Ibiza tutto l'anno. Voglio invece riuscire ad amare la bellezza, le persone e l'amore stesso, pur cosciente delle nefandezze che vengono commesse nel mondo, anche a nome mio. Anche se non so che cosa, so che voglio cambiare, voglio la rivoluzione. Questa parola ultimamente, mi sta prendendo la mano, lo ammetto, ma rappresenta bene l'immagine dell'uomo stesso. La sua sete infinita di conoscenze e potere, e la sempre maggior velocità evolutiva delle consuetudini. Facciamola quindi, ma con le parole giuste: etica, bellezza, amore.

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