Al mare con Newton, i massoni e Marx

In realtà non ho mai capito perché il mare, l'estate e le vacanze siano indissolubilmente associate al vuoto mentale. Sembra che se non vivi l'esperienza dei ragazzi disadattati delle pubblicità della vodaphone non sia nemmeno estate. Il ricordo nostalgico delle toccatine tra adolescenti, trasforma l'afa, le zanzare e l'apatia generale, nel trionfo della libertà di uscire in maglietta e guardare cosce senza censura. Io che notoriamente non amo questa stagione di mufloni in amore, invito ai miei party estivi personaggi stranamente percepiti come "pesanti". Ad esempio in questa vacanza, sto leggendo dei saggi sulla massoneria del sei-settecento in cui ho scoperto che Isaac Newton, indiscusso padre della scienza moderna, fu vicino alla cultura massonica che in Scozia e in Inghilterra avevano all'epoca, grande libertà d'azione. Era "l'ultimo dei maghi" piuttosto che il primo degli scienziati. In tutta la sua fondamentale produzione, ha dedicato meno parole alla "scienza" che non alla religione e all'alchimia. Le sue scoperte tuttora scientificamente valide, seppur inglobate in una fisica più ampia, sono il prodotto di una cultura che in molti punti coincide con le ricerche della cultura massonica del nord europa. Ho capito che la massoneria aveva uno scopo nobile, ed è stata importantissima nel processo di laicizzazione della società, dando una concreta spinta agli ideali di uguaglianza e fraternità, e quindi agli eventi rivoluzionari francesi. La creazione di spazi "democratici" e di incontro, tra competenze diverse e conoscenze, era un'esigenza più che legittima in una società monopolizzata dalla chiesa e dall'aristocrazia. Questo mi ha fatto rivalutare l'opera e l'azione di un uomo che più di un secolo dopo, fece la vera rivoluzione di parole: Karl Marx. Lui era un filosofo e teorico, ma come Newton e come i massoni, aveva un'approccio metodologico e pratico alla conoscenza, non era un semplice dotto da biblioteca. La differenza che delinea tra socialismo e comunismo è di un'attualità sconcertante. Altro che Gabbani. Il socialismo dice "è estraneo al movimento operaio". E' socialmente accettato, al contrario del comunismo. E' praticato dai borghesi delle elitè cittadine, e si basa su posizione astratte e puramente teoriche. Il comunismo invece è la visione materialistica della storia, la lotta all'alienazione dell'uomo nel prodotto che crea. L'operaio si svuota della sua personalità, per conferirla al bene di proprietà del capitalista, che lo ripaga con l'elemosina.  La cosa che accomuna tutti i soggetti citati, è quindi la visione realistica della vita. E' la rivoluzione verso quelle istituzioni monopolistiche e aristocratico-feudali, tutt'altro che estinte anche ai giorni nostri. I liberi pensatori per vie anche molto diverse, arrivano sempre alla stessa conclusione: l'ideologia non basta quindi ci vuole la Rivoluzione!