L'ipocrisia è trasversale.

"In psicologia, il comportamento ipocrita è strettamente associato all'errore fondamentale di attribuzione, in cui l'individuo è portato a spiegare e giustificare il proprio comportamento come dovuto in gran parte a cause ambientali ed estranee, mentre attribuisce le azioni degli altri a caratteristiche innate"       (Wikipedia)

 

Sono nato in un piccolo paese del Trentino, con delle belle montagne verdi e gente tranquilla. Quello che ho sempre odiato è la mentalità bigotta, chiusa e spesso ottusa, che mi faceva sentire incompreso. Almeno questa era la mia impressione di ragazzino complessato e con problemi di comunicazione. Con la scusa del Dams musica mi trasferii a Bologna. "Bologna per me provinciale, Parigi minore" cantava Guccini, ed io mi ci riconoscevo in pieno. E nulla da dire Bologna è una figata. Ma poi ho capito che anche gli pseudo intellettuali che si sono laureati e vivono in centro, sono altrettanto chiusi e superficiali, anche se fanno citazioni di livello. L'ipocrisia è trasversale. Riguarda tutte le etnie e tutte le categorie. E' la nostra voglia di sentirci superiori agli altri, proprio perché ci sentiamo tremendamente inadeguati, nel profondo della nostra solitudine. Giovani di sinistra che si sgolano a parlare di Leon Trotsky, con la maglia del Che, ma che ipotizzano alleanze strategiche con la destra. Questo mi ha fatto rivalutare la gente semplice di montagna, che nella sua ipocrisia di stampo rurale e cattolico, almeno sai cosa aspettarti. Qui invece sento parlare di socialismo da persone che sostengono l'Unione europea e il "salvataggio" delle banche. Ovvio, non si generalizza. Comunque non credevo che avrei mai detto una cosa del genere. L'agricoltura è importante come la poesia. L'etica del resto si coltiva come un frutto della terra, con attenzione, errori su errori, e disciplina. 


Sentito l'ultimo singolo?