L'arte si paga con gli occhi

Carissimo, negli ultimi live, sono migliorato parecchio. Ultimamente sono più tranquillo quando salgo sul palco, e sono più cosciente della mia unicità. La solita paura di sbagliare non mi attanaglia più, anche se a momenti fa capolino, e tenta di trasformarsi in errore reale. Ho preso possesso dei testi, anche se forse in ritardo, visto che li ho scritti parecchio tempo fa, ed in teoria dovrei esserne pienamente cosciente. Questo dubbio non è estetico: so che le canzoni sono belle, ma mi interrogo sempre sulla loro capacità di spiegare delle verità universali. E' solo questo che rende grande una musica, non la ricerca melodico-armonica e nemmeno la capacità performativa. Quindi, quando salgo sul palco, non penso più a suonare bene, ma a chiedermi: "Cosa sei qui per dire a questi sconosciuti?" "In che modo la mia personale esperienza di vita e culturale, può arrivare a cambiare qualcosa nella coscienza delle persone?". E soprattutto: "Perché ho così bisogno di cambiare le cose?" Sabato si suona a Medicina e mi piace l'idea di suonare in piazza. E' lo spazio sociale per eccellenza, almeno per noi italici che siamo la patria dei comuni.

Le risposte non ho mai il tempo di darmele. Spesso ricado nell'errore di aver paura di sbagliare, e sbaglio. Ma il semplice fatto di pormi continuamente nuove domande, mi rende molto più credibile ai miei stessi occhi, e questo cominciano a vederlo anche gli altri. L'artista è uno che usa la bellezza per rendere la verità quasi piacevole. Come un'alchimista, non crea nulla, ma trasforma il ferro in oro,  o almeno è quello che crede di fare. Forse è la forma di "personal marketing" più antica della storia. Grazie ai miei piccoli successi quasi segreti, acquisisco autostima. Contribuisce molto in questo anche l'entrata nel progetto di Tim, che suona, si sbatte e crede nelle mie canzoni. E' sempre positivo e non fa il fenomeno, come il 98% dei chitarristi. Stiamo buttando su una bella mini-band. Quando qualcuno crede in te, questo fa tutta la differenza del mondo. La verità è che si prende gusto nello stare al centro dell'attenzione, poter dire liberamente al mondo che non vuoi arrenderti alla "normalità" di multinazionali che ti vogliono manipolare il cervello e avvelenano tutto quello che toccano. L'arte si paga con le mani e gli occhi.