Salvate il soldato Rezzo

Oggi per autoironia ho pubblicato la foto di me stesso dopo il taglio radicale dei capelli, stile marines. Non era esattamente quello che intendevo quando  ho detto al mio barbiere cinese ventenne di fiducia: "li volevo corti". Ma sorvolando sul look, ho avuto bisogno davvero di essere "salvato". Infatti dopo essere andato a prendere Elia, siamo tornati a casa, ma non siamo riusciti ad aprire la porta. Alle otto dovevamo fare prove, e i ragazzi ci hanno dato supporto morale e fisico nel tentativo di aprire quella fottuta porta. Alla fine abbiamo chiamato i pompieri, che nel giro di quindici minuti sono arrivati ed hanno aperto la porta senza sfondarla. Sono stati gentilissimi e il piccolo Elia, appassionato di Sam il pompiere, era curiosissimo ed eccitato nel vederli in azione. Nell'attesa dei nostri eroi, abbiamo mangiato una pizza sulle scale e bevuto una birra in strada, e non sembrava davvero di essere in una situazione di "disagio emergenziale", anzi è stato quasi divertente. Siamo riusciti a fare anche un'oretta di prove unplugged, e parlato di musica piacevolmente. Questo è quello che mi piace nell'idea della band: persone anche senza uno strumento in mano. E' così semplice che la gente non ci crede. Se dai amore ti torna amore. Non serve essere un poeta, basta farlo. So che i pompieri sono pagati anche per fare queste cose, ma nei fatti, io avevo bisogno, e loro mi hanno aiutato. Ora prenderò più sul serio la stima di mio figlio per Sam il Pompiere. Fa tutta la differenza del mondo avere qualcuno che arriva a salvarti o meno. Pur essendo sempre stato anarchico, so di non essere nulla senza gli altri. Il mio ego non mi basta più, e voglio scoprire il mondo. 

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