Rivoluzione di sentimenti

Spesso scrivo nel blog e nelle canzoni la parola "rivoluzione". L'idea della rivolta, della sollevazione popolare contro i tiranni mi ha sempre stuzzicato, ma in realtà mi riferisco principalmente ad una rivolta contro me stesso. Il tiranno in questo caso, è l'idea che mi sono fatto di me stesso. Si deve cambiare il proprio modo di vedere il mondo, per cambiarlo, anche se impercettibilmente. In me questa rivoluzione è partita dalla nascita di mio figlio Elia. Ora non penso più all'arte come alla più alta forma di comunicazione umana. Siamo animali adattivi, ed è sempre facile cadere nei cliché che i nostri genitori e noi stessi ci siamo creati. La voglia di cambiare tutto è la voglia di ritornare al nostro nucleo originario di purezza. E' demolire, riciclare e ricostruire. L'altra sera, eravamo a cena noi tre con un'amica, e guardavo il mio eroe bambino interagire con un bimbo più grande, pieno di serena soddisfazione per la mia vita. Ora so che il rock serve per costruire un mondo migliore anche se mitologico, per le nuove generazioni. Non è glorificare se stessi nell'atto di mandare a fuoco tutto. 

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