Il futuro è alle porte: io arrivo con calma.

Nell'ultimo anno e mezzo ho cercato di sottoporre il disco a diverse etichette discografiche. Molte hanno elogiato il lavoro, ma nessuna disposta a metterci dei soldi o manodopera nel marketing. Del resto è comprensibile, non avendo ne date ne fan base. Il disco, che è fondamentale per farmi conoscere, non può certo bastare per farmi ottenere ingaggi sufficientemente remunerativi o stimolanti professionalmente, e su questo aspetto ho molto da lavorare. Per questo nascono nuove forme di autoproduzione come il crowdfunding a progetto o mensile. Questo concetto supera la compravendita dell'oggetto artistico e forse questo non è un male come sembra. In un mondo sempre più proiettato verso lo streaming, ha ancora senso vendere le canzoni, digitali o fisiche che siano? Per questo motivo ho provato ad aprire un profilo su Patreon, che è una piattaforma che permette ai fan di contribuire concretamente alla realizzazione di un progetto. Non ho ancora lanciato nessuna campagna, e studio come funziona. Ma la cosa interessante è che elimina del tutto gli intermediari. Più che comprare un disco, compri una quota della sua professionalità, partecipi alla realizzazione di qualcosa che ritieni bello e interessante, e ottieni in cambio tutti i contenuti che l'artista produce. Detto così, almeno, sembra figo. Ho sempre avuto un gran bisogno di comunicare, e spesso fatico a farlo, se non attraverso le canzoni e la tastiera. Forse questo cambiamento epocale nel music business sarà una scusa per cambiare di nuovo, me stesso.  Credo che in ogni caso sia più etico e meritocratico di qualsiasi giuria qualificata. Di solito quelli qualificati, hanno dei gusti di merda, in fatto di ascolti. Sono le persone, che devono decretare il successo di un artista, non gli opinionisti dei magazine specializzati. W il futuro, anche se io sono agli anni '90. Arrivo con calma. 

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