Lanciare la lenza e aspettare.

Caro diario, è incredibile come non me ne freghi un cazzo di auto-promuovermi. Nonostante la tua esistenza, e la quantità smodata di contenuti che produco, fatico a comunicare con quelli che un domani dovrebbero essere i miei fans. Probabilmente la mia apparente sicurezza, oppure il tenore filosofico dei testi, mettono in difficoltà il fan medio. Dall'altra parte c'é il mondo delle etichette che in realtà è solo un grande bluff. La maggior parte di queste, sono venditori di servizi ai musicisti, e solo su questi guadagnano. Non organizzano concerti, non fanno promozione, non producono dischi. Sono come quelli del Folletto, solo che sfruttano il desiderio degli artisti di farsi conoscere. La loro utilità, salvo casi eccezionali, si riduce a zero. Le recensioni, le interviste alla radio, sono tutte belle cose, ma non servono a molto se non si riesce a suonare in situazioni che ti fanno crescere. Molto meglio dedicarsi alle cose vere della vita, come ieri, quando con il mio piccolo Elia, siamo andati alla pesca sportiva a cercare di prendere qualche pesce. Non abbiamo preso nulla, ma è stato bellissimo armeggiare con galleggianti e ami, con lui che ogni due secondi chiedeva:"Ha abbocato il pesce?", "Perché non abbocca?". Il cuore mi si riempie di tenerezza quando lo guardo scoprire le cose, e già mi sembra di vedere l'uomo che sarà. Questa è la vera rivoluzione nella vita di una persona. Ma tornando alla mia rivoluzione musicale, sono ancora in alto mare, anche se ultimamente sto incontrando persone che forse possono aiutarmi in questo viaggio di fuoriuscita dal guscio. Mentre pescavamo, spiegavo al piccolo, l'importanza di saper aspettare, e quindi così farò. Ho lanciato il mio amo e spero che qualche affamato di cultura e musica, possa abboccare, con la differenza che non intendo cucinarlo in nessun caso. La primavera, intanto suggerisce che c'è ancora tempo, e che non è ancora ora di tirare su la lenza. Ma riguardo alla mia pigrizia promozionale, mi chiedo da dove venga. Perché ho sempre voglia di suonare, scrivere, dipingere e scolpire, ma mi sembra una montagna mandare mail ai locali? Forse data l'età, non mi alletta più il successo a tutti i costi: non sarei disposto a fare gavetta in giro per l'Italia per pochi euro. Quindi mi chiedo che cosa mi aspetto dalla musica e dai miei sogni, senza sapermi dare una risposta convincente. Inoltre mi sento tremendamente a disagio con gli "addetti" ai lavori. Mi sembra che si perdano in una serie di dettagli trascurabili e si dimentichino sempre del contenuto: la musica. Io probabilmente morirò sconosciuto ma sono orgoglioso di lasciare la mia musica come testamento al giovane Rezzo. Soprattutto voglio essere degno della sua ammirazione. Altro che rock.

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