Io, Carlo Magno e i ragazzi che furono.

Chiesa S. Vigilio - Pinzolo (TN)
Chiesa S. Vigilio - Pinzolo (TN)

Non so se si vede dall'espressione, ma mi sentivo leggermente un coglione a farmi un selfie con un cimitero sullo sfondo. In verità i cimiteri non mi sono mai sembrati luoghi macabri,  e spero che i "ragazzi che furono" alle mie spalle non la prendano come un gesto irrispettoso. Comunque non era di questo che volevo parlarti. Come sai sono stato a Levico dai Rezzo's e siamo da poco rientrati. E' stato un bel weekend con l'Elia che finalmente si è ripreso dall'influenza, e se anche non siamo usciti molto causa maltempo, ci siamo goduti le chiacchierate, le tisane e perfino il karaoke in famiglia. E' stato bello cantare "Someone like you" con la Devi, imbarazzati come fossimo ragazzi. Lunedì sono andato a Campiglio a surfare con il collegamento da Pinzolo, e al ritorno mi sono fermato a guardare la chiesa cimiteriale di San Vigilio, che è proprio a pochi metri dall'impianto di risalita. Il colpo d'occhio è magico: il campanile della piccola costruzione si erge solitario sullo sfondo della Val Genova ed evoca scenari gotico-medievali. Mi ha sempre affascinato la storia di Carlo Magno che nel 800 sarebbe passato per la Val Rendena diretto a Roma per l'incoronazione con il suo seguito di guerrieri e vescovi. La storia è ripresa in affreschi ed iscrizioni sparsi in varie chiese della valle e mi piacerebbe approfondire la nascita di questa storia affascinante. Ma leggende a parte, la danza macabra rappresentata qui è a dir poco affascinante. Gli scheletri danzano a braccetto delle diverse classi sociali. Il concetto è incredibilmente chiaro: "la morte è l'unica forma di democrazia", anche se forse l'"Ordine dei Battuti" di Pinzolo, committenti dell'opera di Simone Baschenis nel 1539, non avrebbero usato proprio questa parola. Mi chiedo: qual'era il messaggio a cui pensava mentre dipingeva? Una sorta di consolazione alle ingiustizie sociali rese quasi trascurabili dal trapasso, oppure un monito in vita per la bramosia di potere? Poteva avere un'idea politica anti classista ante-litteram? Sembra che il tema iconografico nasca nel periodo della grande peste del 1358 nel quale si dovette familiarizzare a forza con l'idea della morte. Vista in questa luce penso ad una specie di ironia consolatoria e quasi è commovente. Mi piacerebbe scrivere un pezzo rock su questo, ma sono già troppo poco pop e non voglio esagerare. Come sempre la pittura mi incanta. Resto li a pensare alle persone che ha realmente visto in vita il pittore, e inspiegabilmente lo sento vicino come uomo. Il suo disperato tentativo di resistere alla morte attraverso l'immortalità della sua Opera, è il vero monito per i "ragazzi che ancora sono".

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