Socialismo d'elite: una lunga storia.

Castello del Buonconsiglio (Trento) - Foto by www.visittrentino.it
Castello del Buonconsiglio (Trento) - Foto by www.visittrentino.it

Caro diario, forse perché sono terribilmente ingenuo, ma ma mai avrei pensato che il nemico del popolo per eccellenza, ovvero la finanza, potesse avere l'avallo intellettuale dei cosidetti intellettuali della sinistra. Il problema degli intellettuali è che, in quanto tali, non si sporcano mai le mani. Questo li pone, secondo loro,  su un piano diverso dal popolo comune. L'intellettuale disprezza la volgarità del popolo. Disprezza il suo averne pieni i coglioni e la sua voglia di sfasciare tutto. Dice che le battaglie si vincono con la penna. Solo che lui non vince mai un cazzo. Al massimo sale sul carro dei vincitori, e dall'alto della suo lignaggio morale, dispensa chiavi di lettura alternative per la realtà. Forse solo chi ha amato il marxismo capisce queste sfumature. Nelle mie improbabilissime ricostruzioni storiche, questa idiosincrasia (parola d'elite che indica "lo schifo") per il popolare, deriva dalla natura della committenza (parola d'elite per dire "chi mette il grano"). Cioè, mentre il nord europa si scopriva il capitalismo e si armavano navi per il Nuovo Mondo, in Italia il capitale era immobile. L'unico modo per arricchirsi era quello di comprare cariche "pubbliche" e le uniche committenze artistiche nello stivalone magico, erano l'aristocrazia laica e cattolica. Questo continuo scroccare degli intellettuali alla mensa delle classi dominanti, ha portato sempre più gli eruditi (per il volgo "quelli che hanno studiato") ad assuefarsi al loro modo di pensare, allontanandosi dalle esigenze più concrete e drammatiche dei poveri. Anche se è oggettivamente povero, l'intellettuale, rifiuta di crederci e si sente comunque moralmente superiore agli altri (leggi "Io so io e voi non siete un cazzo"). Penso a Marinetti e all'esaltazione della guerra: esempio su tutti di intellettuale convinto di aver scoperto il Futuro e perfetto per la classe dominante. Sembrano pippe del passato, ma oggi è esattamente così. I presunti intellettuali si bevono ogni cazzata che i massoni mondialisti gli suggeriscono. Odiano vedere gli ignoranti del popolo che esprimono la loro rozza opinione, e vorrebbero delegare agli amici loro, qualsiasi decisione. Quelli che si sentono migliori del popolo si scoprono subito: usano la parola "populista" o "demagogia" ogni sette. Ricordami di evitarli, mio caro. 

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