Storia di una copertina

Diario di un Auto-promosso

La copertina di un album è sempre una cosa importante. Ma per un artista figurativo come me, diventa anche un cruccio. Le velleità di musicista si sovrappongono a quelle del figurativo, e dopo diversi ragionamenti ed esperimenti grafici vari, sono tornato alla prima idea. Avevo fatto una piccola scultura in creta di un omino (uno a caso) con in mano una farfalla. Avevo costruito lo scheletro con il filo di ferro e lavorato parecchio ai dettagli, ma seccandosi il mio eroe autobiografico è andato in pezzi. Fortunatamente gli avevo fatto delle foto, una delle quali mi ha dato l'idea per la copertina che vedi a fianco. Come puoi notare, però, data la luce sbagliata della foto, ho dovuto disegnare con gimp certe parti, tagliare-incollare, per modificare la posizione e l'espressione del Rezzo-ominide. Anche la farfalla è realizzata in creta e fotografata, anche se la testa è stata presa in prestito da un esemplare reale e resa "disegnata". Insomma dietro ad un'immagine che pochi noteranno, ci sta un lavorio mentale non indifferente. Lo sfondo l'ho creato con un patchwork di texture trovate su google immagini. Stranamente, mentre lo facevo, pensavo a De Chirico, anche se il paragone è ovviamente improponibile. Bello come sono, potevo sbatterci il mio faccione (SWAG Rezzo), ma non è quello di cui vado fiero. L'auto-produzione mi ha insegnato a pensare alla musica a 360 gradi, ed ho imparato molto dai miei goffi tentativi di costruire un "brand di me stesso", per usare un'espressione ormai usuale. Per migliorare me stesso, lavoro sulla musica, riformulo le parole, come se fosse ogni volta una "rivoluzione". Tornerò sul mio concetto di rivoluzione più avanti, che ora devo linkare come se non ci fosse un domani.


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