3 cose da non fare quando ricerchi elementi per una band.

Diario di un Autopromosso

In questo periodo sto incontrando musicisti per la band che tanto ho chiesto a Babbo Natale. Ciclicamente, nella mia storia di musicista borderline, ci sono stati i momenti di "selezione" ed è sempre una bella cosa anche se trovare persone per suonare assieme il proprio singolarissimo progetto è un'impresa. Non è come tirare su una cover band dei Beatles, bisogna riuscire a far appassionare della propria musica, dei musicisti, che di solito sono i peggiori in fatto di curiosità. Sembra strano ma è così. Ecco quindi degli appunti per non cadere nei soliti errori di valutazione:

1. Evitare i feticisti dello strumento. Chi suona per anni uno strumento, diventa un po feticista del suo particolare strumento. Se suona la tromba, ama la musica che da uno spazio preciso a quella musica, il Jazz, il soul e pochi altri generi. Difficile che sia allettato da canzoni punk cantautoriali come le mie. Di solito se chiedo di fare delle semplici pulsazioni ritmiche, mi odiano.

 

2. Evitare i fenomeni dello strumento. L'orecchio allenato, e le ditone callose, permettono di cogliere sfumature di suono che i comuni ascoltatori mortali e profani, nemmeno possono immaginare, ma dall'altra creano una "deformazione professionale" rispetto ai concetti chiave della musica stessa. Ad esempio, è facile sentir dire ad alcuni ottimi chitarristi, che non sanno nemmeno le parole delle canzoni che suonano! Per loro il canto ed il messaggio annesso, sono un'indistinto "wacciu-wari" in sottofondo al distorto dell'ampli valvolare del '68.

 

3. Evitare quelli con gli"stessi gusti". Alletta, ma non funziona mai: i gusti sono spesso degli atteggiamenti ereditati dall'adolescenza. Sarebbe come andare ad un concerto dei Pearl Jam e chiedere a caso tra i musicisti. Non può funzionare: poi ti trovi un fascista in sala solo perché condividi con lui l'amore per i Blind Guardian.

 

Qual'é quindi la discriminante? L'unico modo per fare una selezione è l'istinto. Suonare con persone con le quali ti fa piacere stare, perché le ore negli scantinati bui devono essere ore di entusiasmo e confronto, non è come andare in ufficio. Ricordarsi di guardare negli occhi le persone ed ascoltare!


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