Diario di un autopromosso - 10 novembre

Rezzo Deejay
Rezzo Deejay

Per una volta ho l'impressione di essere preparato per il live, ma una parte di me cerca sempre il sabotaggio. Ho montato un set di corde Martin 0.11, messo le pile 9 volts per la chitarra, creato ad hoc una scaletta e stampata. Suonata di fila due volte in un'ora. Pian piano capisco chi sono, e prendo fiducia in me stesso. Ho notato che suonare in piedi fa tutta la differenza del mondo. Il fatto di ballare con i piedi, aiuta un botto a tenerti nel tempo. Lo so è strano aver bisogno di trucchi per seguire il tempo che tu stesso crei. La paura di non essere abbastanza bravo, è sempre li in agguato, quella puttana. Come se a qualcuno fregasse qualcosa delle mie doti personali. Noi tutti amiamo la musica per quello che ci da, non in base alla stima personale che nutriamo per un artista, quella semmai ne è la conseguenza. Vale quello che dici, non troppo il come, anche se non nego sia un aspetto molto importante. E' come se le certezze e l'autostima che mi sono faticosamente costruito negli anni, venga messa in forse da ogni singolo errore in una frazione di secondo. Tutti gli "è bravo" del mondo non valgono un cazzo. Valgono molto, invece, i "figa la canzone!" oppure i "quanto costa il cd?". Quindi stavolta mi sento leggero. Ho meno paura di sbagliare, e sono curioso di mettermi alla prova davanti ad un pubblico sconosciuto, in una città sconosciuta. Essere il Mr. Nessuno che scrive la sua prosopopea di redenzione personale. Piccoli passi, puerili per alcuni, che mi fanno diventare un po migliore tutte le volte. Non è forse questa l'arte, in fondo?


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