Diario di un autopromosso - 02 ottobre

foto da www.cultura.biografieonline.it/
foto da www.cultura.biografieonline.it/

Buona domenica, mio caro. Ci conosciamo da poco, ma devo dire che siamo già in sintonia. Mi scuso in anticipo per alcuni contenuti che scrivo e che scriverò, in quanto sono spesso noiosi e poco popolari. Vorrei essere uno come Jovanotti, sempre positivo, produttivo, sul pezzo. Vorrei non farmi distrarre dalla politica, dalla pittura, e dalle riflessioni sulla ciclicità della storia. Mi sta sul cazzo il politicamente corretto, e il disinteresse degli artisti per i fatti sociali. Da quando ho un figlio, ho realizzato che non posso più permettermi di essere un borderline col chitarrino. Vorrei solamente curare il mio orticello esistenziale, senza pensare a quello che avviene fuori da me, però chi "vede" non ha scelta: è impossibile girare sempre la testa. E quindi metto nelle canzoni, che sono l'unica cosa che so fare, anche queste gravose eredità del pensiero. Fin da ragazzino mi faccio domande più grandi di me: "Cosa vuol dire evoluzione?", "Perché l'uomo ha bisogno della tragedia per capire l'amore?", e tante altre che non sto qui ad enumerare. Tutta la mia vita è basata sulla ricerca della "verità", sul desiderio di vedere oltre quella siepe leopardiana che invece di stimolarmi, mi fa solo incazzare. Di mattina mangio pane e utopia, e lavoro segretamente al mio progetto alchemico. Si, perché l'arte è come il processo di trasformazione del ferro in oro, è una semplice nobilitazione di quello che già esiste in potenza. Tutto molto interessante, ma per i fini promozionali che mi pongo in questo contesto, mi crea delle difficoltà. Vedo negli altri artisti delle sofferenze che non provo, assuefatto come sono alla filosofia, ma ammiro la loro capacità di esprimerle senza filtri. Ci vuole coraggio per abbandonare le difese, per mettersi su un palco e far vedere a tutti, i limiti e la grandezza, dell'animo umano. Non a caso l'album si chiama "Tutto Cambia". Sto lentamente (forse troppo) imparando l'arte del nudismo emotivo, nutrendo il mio narcisismo ed i miei bisogni essenziali. Ma come sempre, dovrei parlare della promozione, e finisco con questi discorsi, quindi riassumo la situazione: a gennaio saprò se va in porto un contratto con l'etichetta (non faccio nomi fino a quel momento) e se c'è la possibilità di curare il lancio in modo serio. A quel punto, se non avrò ancora trovato uno sponsor, farò la mia promozione artigianale, con i risultati che ben conosciamo. Comunque a questo punto, non sarà prima di marzo/aprile.