Diario di un autoprodotto

Oggi per la prima volta nella mia vita ho piantato dei semi. Io ed Elia abbiamo strappato le erbacce, dissodato il terreno, scavato dei solchi nella terra scura e umida. Il sole picchiava sulle nostre spalle, e le gocce di sudore colavano dalle nostre fronti. Con la schiena piegata e le mani nella terra ti senti più reale. Combattere contro le radici, i sassi e gli insetti a cui abbiamo decisamente rotto le palle, è stata una cosa bellissima. E' più speciale che andare sulle montagne russe  o fare il bungee Jumping. Eppure siamo attratti da tutte le cazzate del mondo, e cerchiamo di convincerci che siamo speciali attraverso esperienze scopiazzate dai film americani. L'umiltà è una cosa rara e preziosa, mentre la modestia è la causa della morte in vita. Tutti ti vogliono modesto, perchè in questo modo non metti in evidenza la loro sostanziale confusione mentale. I telegiornali ci tengono ancorati al terrore, al senso di colpa e all'impotenza di cambiare le cose. La dipendenza da smartphone ci porta a non pensare. Non piantiamo i semi oggi perchè crediamo che domani le patate e i fagiolini dei nostri sogni, spunteranno da soli. Inoltre quando pianti dei semi ti accorgi che la merda è una benedizione. La merda ti eleva spiritualmente, ti fa volare alto, e ti ricorda che non esiste nulla aldilà della natura. Fare l'artista è la stessa cosa: devi sporcarti le mani, toccare con mano tutta quella sofferenza repressa, quei sogni compressi, quelle delusioni chi mette tanta passione in un mondo narcotizzato dai profumi chimici e dal carisma di Mastro Lindo. Inoltre, questo antico e umile gesto, implica una salda fede: oggi ti fai il culo, pur sapendo che la grandine potrebbe mandare a puttane il tuo lavoro in un secondo. Che qualche fottuto parassita mangi il cuore dei tuoi cavolfiori esistenziali. Ma tu lo fai lo stesso, ci credi, chiedi clemenza a Dio, al sole che brucia troppo e all'acqua che potrebbe anche non esserci. Fare figli è piantare dei semi. Certo è più piacevole che zappare la terra, ma in fondo è la stessa cosa. Tutta la conoscenza è racchiusa nel seme, e si può solo creare le condizioni perchè esso possa esprimere il suo potenziale, rivelando la magia della vita. Il resto è occupare il tempo, un'intrattenimento idiota come i leoni che mangiano uomini in un'arena. La semplicità è la cosa più difficile e straordinaria del mondo.

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