Diario di un autoprodotto

Caro diario, finalmente in vacanza. Siamo a Levico Terme da mia sorella maggiore, e ci stiamo giustamente godendo la quiete della montagna. Che bello non sapere di grandi avvenimenti politici, disintossicarsi dai social network, fare dormitine pomeridiane. Stamattina siamo andati in Panarotta, cioè sulla montagna sopra il paese, che conoscevo perchè d'inverno è in funzione un'impianto sciistico. L'Elia ormai conosce moltissime parole, e il suo linguaggio bambinesco mi fa sciogliere. Vedo l'entusiasmo e la delusione sul suo faccino: in entrambi i casi provo una stretta al cuore.  Spero che anche lui amerà la montagna, e voglia venire con il suo papà a fare lunghe passeggiate e chiacchierate. Lo vedo crescere ogni giorno e diventare indipendente, e sono felice quando vuole fare le cose da solo dicendo "grande forte" riferito a se stesso. Anche la Devi si sta godendo questa vacanza rilassata lontano dalla massa di turisti frustrati sulle spiagge della riviera: finalmente ammette che la montagna è il top. Forse non dice proprio così, ma se la gode. Nonostante l'ambiente bucolico, e la voglia di oziare, il mio progetto va avanti. Lorenzo, il mio produttore, mi ha dato il contatto per un'etichetta importante, ed ho mandato subito il disco da ascoltare: speriamo che l'assenza di consenso popolare non sia un ostacolo. Parallelamente sto rileggendo un libro incredibile che si chiama "L'esperienza della conquista" di John Demartini. Lui è un tipo strano ma senz'altro è un genio. Pensa, nel libro racconta che quando era ragazzino, aveva problemi di apprendimento ed era dislessico. I professori consigliarono addirittura ai genitori, di avviarlo alla carriera sportiva, perchè non avrebbe mai potuto leggere, scrivere e tanto meno parlare davanti ad un pubblico. Oggi è milionario e tiene conferenze a livello internazionale. Soliti ottusi di professori. Non si capisce perchè chi ci dovrebbe insegnare qualcosa della vita, non riesca a fare altro che schemini riassuntivi del cazzo. Ma a parte questo, sono gasato perchè il libro spiega che non esiste la sfiga. Non esiste nemmeno la fortuna. Dice che il mondo è già perfetto com'è. Qualsiasi cosa è perfetta com'è. All'inizio pensi alle guerre, alle epidemie, alle morti dei bambini, alla finanza internazionale ed altre manifestazioni dell'ingiustizia, e pensi siano cazzate. Invece ha ragione. Anche la cosa più nefasta dell'umanità, sembra generare un corrispettivo positivo. Per esempio, prima della rivoluzione francese la gente stava di merda. Anche dopo in effetti, ma questo fenomeno, oltre a portare Napoleone a saccheggiare l'Italia, ha contribuito a creare la coscienza di classe, è stato un passo fondamentale verso la democrazia del XI° secolo. Certo oggi la democrazia sembra solo una presa per il culo con Renzi e i suoi amici mafiosi al governo, ma in realtà sarà la volontà del popolo a mandarlo a casa a calci in culo. Ma tornando a Demartini, sostiene che siamo solo noi i fautori del nostro destino, e tutto quello che ci capita è una benedizione, sfighe comprese. E' difficile da accettare, perchè questo implica che TUTTI i nostri problemi, sono nostra responsabilità. Basta dare la colpa alla mamma, allo zio, al governo, al clima che cambia, alla crisi del mercato  e roba varia. Qualsiasi cosa ci succeda, l'abbiamo creata noi con il nostro pensiero, e non viene mai per nuocere, ma per insegnarti ad amare. Quindi grazie a tutti gli stronzi che mi hanno giudicato male, quelli che mi hanno picchiato, a quelli che mi hanno deriso ed ignorato. Ringrazio anche gli ipocriti, i falsi, i doppiogiochisti e gli ignoranti, per il loro contributo al successo della mia vita. Ringrazio anche per la malattia di mia madre, perchè mi ha reso un buon artista, costringendomi a guardare dentro di me e trovare l'intelligenza per scegliermi e far innamorare una donna fantastica. Da qua, la gioia incredibile di crescere il nostro bimbo. Ora sono cosciente che il successo nella musica è una condizione mentale, e che non dipende da fattori esterni. Semplicemente non mi sono mai sentito all'altezza, e mi sono sempre auto-sabotato nella mia realizzazione come artista. Certo, non basta saperlo, e spero che questa consapevolezza aiuti il mio cambiamento: comincio a capire il titolo del mio album!

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