Diario di un autoprodotto

Nudo - Olio e acrilico su tela - Rezzo '15
Nudo - Olio e acrilico su tela - Rezzo '15

Da quando ho cominciato questa avventura di autoproduzione discografica, ho conosciuto il "famoso" mondo dell'Indie. Da buon bolognese acquisito non potevo non entusiasmarmi per "Lo Stato Sociale", ma piano piano ho scoperto un sacco di musica che è davvero originale. L'Orso, l'Officina della Camomilla, i Pan del Diavolo, Levante, Appino, Willie Peyote, Dente, poi i Cani, Calcutta, Brunori sas, per citarne a caso. Mi sono accorto, dopo anni di lamentela del tipo "In Itaglia si fa musica di merda", che in realtà ce l'avevo sopra gli occhi io, la merda. Era quella sensazione di sfiducia che ti insegnano a scuola, la rassegnazione a pensarla come dice qualche medioman televisivo, che tanto non cambia un cazzo. Stanotte ho visto un video sul tubo che riprendeva Calcutta ed il tizio de "I Cani" come ospiti speciali al festival del giornalismo. Tutti erano affascinati dal grande successo che questi due artisti hanno avuto quest'anno, e cercavano di capire qual'era il "mostro dietro al successo", per dirla con Lodo. Ad un certo punto il tizio de "I Cani" (scusa caro, ma non ricordo mai i nomi) ha detto una cosa importante: non esiste trucco. Lui ha messo i suoi pezzi su Youtube e sono piaciuti. Fine. Anche lui ammetteva che prima di questo gradimento sul web, credeva di avere una cappa di sfiga che avvolgesse la sua musica. Anche lui aveva la sensazione che dei suoi pezzi non fregasse un cazzo a nessuno. La musica è tutto. E' solo quella che fa davvero la differenza. Il resto sono solo piaceri mondani 2.0 e vanità. Sembra che qualcosa stia veramente cambiando e per culo, il mio titolo ci sta di brutto con la situazione. Adesso so che il successo della mia musica non dipende dalle mie capacità di marketing e questo mi fa stare più sereno. Ho anche rispolverato il mio amore per la pittura, per questo ti allego il mio primo nudo, fatto l'anno scorso. Anche tu, mio caro, essendo una proliferazione della mia coscienza, per quanto salutare e "riparativo",  sei aria fritta. Sei solo una cornice, una ciliegina, un accalappia-pensieri. Non per questo sei stato meno importante rispetto allo scopo che ti avevo dato: ora so che non so dove andare.

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