Diario di un autoprodotto

Angry man - Rezzo '16
Angry man - Rezzo '16

Caro diario, eccoci di nuovo alle prese con le confessioni. In questi giorni oltre che a preparare la scaletta, sono stato impegnato con le prove grafiche per il cd. Tra le varie cose che non centrano un cazzo col disco, ho disegnato anche questo omino, molto incazzato, che alberga dentro di me, e probabilmente aveva bisogno di esprimersi. Non ho dei particolari motivi per provare rabbia, anzi, posso dire che non mi manca assolutamente niente; sono felice, amo pazzamente mia moglie e mio figlio, ho un buon lavoro e sono "figo da mac". Eppure a volte, per quanto la saggezza e la razionalità facciano il loro, di lavoro, sono incazzoso, e vorrei bruciare tutto. Il fatto che la rabbia, è una cosa insopprimibile, è parte del nostro corredo di strumenti per sopravvivere. Se qualcuno ti fa del male, sia esso fisico o psicologico, tu provi rabbia. Non c'è un cazzo da fare. O meglio, c'è da trasformarla, sublimarla, usarla per costruire e non per devastare. Ci alleniamo così tanto a far finta di niente, che alla fine crediamo di essere superiori, di aver soffocato la rabbia nei nostri atteggiamenti del cazzo. Invece ti lavora dentro, silenziosamente, e corrode l'entusiasmo: senza nemmeno accorgersene, ti puoi ritrovare ad essere un vecchio brontolone con la pancia, davanti alla tv. Vedo persone che simulano tranquillità ma hanno una rabbia che li divora. Anche perché questa cosa, non essendo socialmente accettata, viene nascosta, nei silenziosi sogni di vendetta e sterminio che passano nella testa di tutti, talvolta. Vaffanculo, muori, bastardo, troia, ti ammazzo, ti sopprimo, ti defenestro, ti brucio. Sono solo alcuni degli epiteti che usavo mentre guidavo, per scaricare la tensione. E non c'è niente di strano in questo, è normale. Però è anche vero, che se non sai gestire la rabbia, se non la sai prevenire con la coscienza e con un forte realismo, finisce che ti ammazzano di botte. Inoltre la rabbia va sempre a finire sulle persone sbagliate: tua moglie, tuo marito, il tuo cane, tuo nonno, il passante rincoglionito che ti taglia la strada. Mai che venisse indirizzata contro i banchieri internazionali, che si picchiassero a sangue i guerrafondai dell'industria bellica, o i violenti contro i più deboli. Mai che si spacchino teste di politici corrotti, che si spari nei coglioni a quei bastardi delle multinazionali. I nuovi liberisti ce l'hanno messa al culo un'altra volta, con l'ennesima guerra tra poveri. Bisogna scegliere di amare se stessi e le persone, di vedere aldilà della propria rabbia, di avere il coraggio di farsi male. Se non ti fai male, non vai da nessuna parte. La mia rabbia, assieme agli altri sentimenti, adesso è chiusa in un disco. E'intrappolata li, e non riesce a nuocermi. Fra poco la darò agli ascoltatori, e poi ognuno ne farà quello che più crede. La musica è una cosa magica, te lo dico sempre, caro diario.



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Commenti: 2
  • #1

    babbo Aldo (venerdì, 04 marzo 2016 13:48)

    Carissimo Omar, leggo sempre il tuo diario con estremo interesse e trepidazione. Ammiro le tue autocritiche che sono il sale della vita perchè indicano una profonda coscienza e un desiderio, meritorio, di migliorare sempre. Da parte mia con tutte le mie limitazioni umane, ho sempre cercato di interrogare la mia coscienza per cercare la strada di vita migliore, con la ricerca della correttezza e dell'onestà intellettuale. E' una grande fatica di riflessione ma alla sera ti addormenti sereno e poi viene un altro giorno. Sono fiero di te come figlio e come padre del mio piccolo Elia che ritemgo fortunato e questo non è poco. Ti abbraccio affettuosamente insieme alla tua bella famiglia. Ciao.

  • #2

    Rezzo (venerdì, 04 marzo 2016 21:58)

    Grazie Babbo, sono contento di sapere che mi segui in questo mio progetto. Un po di questa cosa è anche merito tuo..