Diario di un autoprodotto

"coraggio del vuoto"
"coraggio del vuoto"

Sera dy, tutto a posto? Sono assente da un po, ma sono stato impegnato a provare la scaletta, in attesa di avere una buona occasione per suonarla. Sto reimparando con la chitarra  "Tutto cambia" perché dopo le modifiche di Lorenzo ed Andrea, non era pensabile di portare live la vecchia versione funky per chitarra. Suona bene, anche con la mia fottuta Yamaha acustica dei tempi in cui facevo filosofia a Trento. Non so perché non ho mai comprato un'altra chitarra: ho sputtanato soldi in qualsiasi cosa, ma forse non mi sono mai preso sul serio come chitarrista. Ho sempre pensato di non meritare una Martin o una Gibson. Però una takamine o un'ibanez potevo pur farmela. E invece no. Come scusa dico che sono un cantante e che la chitarra vorrei farla suonare ad altri. Adesso vado a guardarmi qualche usato. Comunque il succo è che devo fare chilometri sul palco, riuscire ad essere incisivo anche solo con la mia chitarra, nell'attesa che qualche musicista ispirato voglia darmi del suond da spendere nel mio progetto. E per fare questo devo essere ancora più minimale, dare varietà ed espressione con la dinamica ed avere il "coraggio del vuoto". Se non lo sapessi caro diario, il coraggio del vuoto è una virtù dei forti. E' quella capacità di non sentire il vuoto nel silenzio. Come guardare 30 secondi negli occhi una persona senza dire niente. E' più facile dirlo che farlo. Stessa cosa nella musica: hai paura di perdenti in quella sospensione, in quella pausa, che diventa carica di tensione più di un muro di marshall. I momenti in cui c'è solo la voce: gioia e paura. Stare nel momento: ne un secondo prima, ne uno dopo. 



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