Diario di un autoprodotto

Cosa può cambiare?
Cosa può cambiare?

Ciao Dy, adesso che non devo più lavorare sulle voci, quel continuo senso di eccitazione e frustrazione si è molto attenuato. Sono in una fase razionale di produzione: voglio fare un bel lavoro sulla copertina, ma devo recuperare una macchina foto ad alta risoluzione per fare gli sfondi con i fogli di carta. Ho messo un'annuncio su bakeka e su fb per trovare un bassista e un tastierista, ma nessuno si è fatto vivo. Trovare non musicista è come trovare una donna: poche te la danno alla prima sera, devi prima convincerle a fidarsi di te, che hai della roba veramente, non solo sorrisetti a metà. Conosco un sacco di musicisti ma quasi nessuno che faccia al caso mio. Io vorrei uno versatile, entusiasta, uno che sa impegnarsi a medio-lungo termine per un risultato al top, uno stronzo megalomane come me, che si misura con i grandissimi, rischiando di essere un loser totale, piuttosto che adeguarsi a quello che gli altri dicono di volere. Sono uno Zen io, quindi so che se deve arrivare, arriverà. Intanto provo la scaletta unplugged, solo con il microfono a condensatore, cercando di dare più incisività e precisione alla chitarra. Ho alzato di qualche semitono quasi tutti i brani, e suonano meglio. La tonalità più alta aiuta a mantenere sempre viva la tensione e ti obbliga a trovare soluzioni melodiche inaspettate. Ti fa uscire dalla zona di "comfort" e ti fa stare in bilico. Il lavoro che ho fatto per le voci è stato utilissimo: adesso non canto più in modo così nasale, anche grazie a Lodo degli Stato Sociale, grande ispirazione di questo momento. Più parola e meno melodia perché "mi sono rotto il cazzo" di melodie incerte, sempre sulle medie, ed ho capito che il basso deve fare il basso e l'alto deve fare l'alto, e che cazzo!. Anche se quando ascolto la radio sembra che il trend sia inverso: marmellate di bassi, synth, cori, muri di chitarre, voci, ah-ah, oh-oh, violini e tromboni, e soprattutto il Tunz onnipresente ed in primo piano. Le voci in effetti però stanno in alto, brillano, saltano fuori. Anche se a volte dicono banalità assolute, in realtà hanno capito che il "come" è più importante del "cosa". Anche il mio "come" quindi sta maturando, e sono curioso di sentire un mio concerto. 



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Commenti: 1
  • #1

    aldo rezzonico (mercoledì, 03 febbraio 2016 11:37)

    Caro Sono Contento di sentire che non demordi, il successo non è facile da raggiungere, ma sono fiducioso che il tuo talento sarà fruttuoso delle soddisfazioni che meriti. Babbo.