diario di un autoprodotto

Notte caro, sono su di giri e devo scrivere per buttare fuori l'entusiasmo in eccesso. Sono felice di aver riabbracciato i miei amori dopo ben 36 ore di lontananza. Sono il motore di tutto, sono la mia musa, il mio pubblico, anche se non lo sanno, quegli sciocchini. Comunque il titolo dell'album, "Tutto Cambia" è azzeccatissimo. Cazzo se cambia. Soprattutto il brano omonimo, che era una schitarrata funky ed è diventata una cosa tra i Gorillaz e Guccini. Spacca davvero. So che non dovrei essere io a dirlo, ma come sempre faccio il cazzo che mi pare. Quindi lo ridico: spacca. Il testo è sociale ma anche personale, tra provocazione e "call to action", sarcasmo e ingenua voglia di cantare canzoni. Questo sono io, ed ora sono pronto anche all'insuccesso: se non piacerà non potrò trovare scuse, questo è tutto quello che potevo dare in questo momento. In questo momento, sia chiaro, perché tutto cambia, ricordalo dy. Infatti mi ricordo quando ero uno sfigato cronico. Balbettavo, ero curvo come un salice, e le ragazze avrebbero preferito andare al Louvre con Sgarbi piuttosto che stare con me. Ero talmente goffo da far sembrare Renzi un vero politico. Se una tipa mi rivolgeva la parola, facevo una faccia ebete, e subito capivo che non avrei mai fatto nulla di sconcio con lei, neanche una toccatina fugace, sopra il reggiseno. Era triste la vita senza toccatine. Ma il vero problema era l'autostima:  le persone non hanno voglia di stare con gli sfigati ed io mi ingegnai per diventare un figo. Ovviamente non ci credevo, ma i miei compagni di classe, che non erano delle cime nemmeno loro, non lo sapevano, e questo era un grande vantaggio. Cominciai a comportarmi come si comportano quelli fighi: fingevo di essere egocentrico, provocatore, rock, intellettuale, ricorrendo a tutte le risorse che mi avevano dato i miei amici poeti morti, Bob Dylan, e perfino i libri di storia militare di mio padre. Morale? Tutto cambia. Ho scoperto che essere sfigati, bravi, insicuri o felici, non è una condizione genetica, e nemmeno del carattere. Nessuno ti marchia a fuoco con un difetto o con una virtù. Sta a te, caro diario. Sei ciccio? Fai sport cazzo. Non fermarti solo all'apologia del "cicciottello è bello". Tornando a me, se fino ad ora non ci ho messo la faccia per insicurezza, me lo dico da solo: muovi il culo! Il coraggio è la cosa più faticosa del mondo, ma anche l'unica che ci rende degni del rock n roll, e delle altre sei meraviglie del mondo. Quindi, se da sfigato/balbuziente ora sono un cantautore/logorroico, mi chiedo: cosa diventerò da qui al prossimo disco? Ora sto nel presente, ma da un'altro punto di vista, quello che è fatto è fatto. Ed io mi godo il solitario benessere di chi ha costruito una cosa importante. E' tempo di pensare a come far capire al mondo che ho della roba per lui. 

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