Diario di un Autoprodotto


Caro diario, siamo da poco tornati da Firenze, e subito sono corso a raccontarti tutto. Mi meraviglio di come sia affezionato a te, nonostante la tua placida passività. La sera del trentuno abbiamo acceso il fuoco, e siamo rimasti a chiacchierare in cucina io e la Devi. Quanto mi piace parlare con lei. E' intelligente, ed ha sempre un punto di vista saggio sulle cose, e poi mi ascolta. E come sai non è facile, data la mia smania di conoscenza inappagabile ed un certo gusto per la provocazione (vedi art. “incendiario”) ed il dibattito. Alcuni mi dicono che dovrei fare il politico, tanta è la forza che ci metto, nel perorare cause perse, sfoderare frasi ad effetto, o demolire arbitrariamente intere categorie. Io rispondo che non potrei identificarmi, se non occasionalmente e parzialmente, in nessuna bandiera, partito, movimento o ideologia. L'ideologia è una truffa per definizione. E' una gabbia, che sicuramente da sicurezza, crea un senso di appartenenza, ma che impedisce di vedere veramente le cose. Ideologia=sistema di idee. Le idee vengono sistematizzate, e come in ogni sistema, vanno rettificate per farle diventare l'ingranaggio di una macchina più grande. La religione è un'ideologia. Infatti per far quadrare la logica della storia di Gesù con la bibbia ebraica, i teologi hanno prodotto un oceano di cazzate, un mare di ideologie. Un genere musicale è un'ideologia: quella del Rap, dell'Indie, del Pop, della classica, della etno-music. Parole vuote, sempre in bocca ai segaioli dell'intellighenzia da poltrona. Bisogna smetterla dy, di cercare la giusta ideologia, e cominciare a vedere l'Uomo. Hai capito adesso perché dicevo che non è facile ascoltarmi! E io questo bel weekend dai suoceri ho osservato come sempre quel piccolo uomo di un Elia. E' molto affezionato ai suoi nonni che lo viziano e si rendono disponibili ad ogni suo desiderio, com'è giusto che sia. Impara un sacco di cose, e vuole le attenzioni in modo esclusivo: se è in braccio al nonno, vuole stare con il nonno. Se ti chiama e tu sei distratto, si offende molto. Inclina quel piccolo collo morbidissimo e marroncino e si mette in un angolo. Da poco ha aggiunto anche il labbro inferiore sporgente, che lo rende veramente struggente di tenerezza. Capisce tutte le parole ma comunica con il suo linguaggio sonoro, molto meglio di tutti noi. Comincio a vedere le auto come “brum brum”, gli asini come “Oh-ha” ed il microfono come “do-do”. Se la musica ha l'obbiettivo finale di farti soffriggere nel burro della felicità, lui è un grande musicista. Tra l'altro la nonna gli ha regalato una batteria per bambini, e mi ha messo a suonare mentre cantava la sua hit: “nono-nona-coco-baubau”, ma io ho sempre l'impressione di inibirlo, perché mi faccio prendere dal suond e suono ritmi troppo difficili da seguire per un bambino di due anni. Allora non canta, mi guarda con quel facciotto, e torno ad un beat elementare, abbassando il volume, e allora ricomincia: “nono-nona-brum-brum-coco”. Forse non glie lo dirò mai, ma è fantastico essere in una band con lui. La mia bambina grande è il nostro pubblico, attento e partecipe, da riconquistare ogni volta.


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