Diario di un Autoprodotto


Oggi ho rimontato l'impianto. Ho spippolato un po con i preset del mixer, per cercare un suono morbido che compensi con quello metallico della mia Yamaha. Ho capito che in certi pezzi devo tagliare gli alti sulla chitarra, e in alcuni casi i medi. Sto cercando di prendermi il tempo, e di non farmi prendere dalla necessità di buttare fuori tutto. Ho sempre detto che cantare è quasi un sinonimo di lasciarsi andare, ma adesso ho capito che questo è solo un aspetto. Spesso lasciarsi andare troppo ti porta a ricercare il virtuosismo, a privilegiare una velleità estetica rispetto al significato della parola, alla sua espressività. Adesso penso che sia lasciarsi andare mantenendo il controllo. Certo, questa cosa non cambia il mondo nella sua sostanza, ma so che condividiamo il gusto per i dettagli sfiziosi. Comunque ormai manca poco al live, e sono nella fase più bella. Lascio perdere la mia ridicola promozione artigianale, le clip e le cazzate sul mercato discografico e penso alle persone. Mi immagino i loro piccoli segreti, le loro fragilità nascoste. La voglia spesso inappagata di esprimersi, di ricevere amore. E allora la musica torna nella sua giusta prospettiva. Una persona che vuole comunicare ad altre persone. E gli individui, anche per un attimo solo, diventano società.  Io tutto d'un tratto mi trovo al centro di un'energia e gli altri, che mi sembrano sempre estranei alla mia vita, li sento finalmente indispensabili. Per molto tempo, caro diario, ho pensato di avere problemi con la "gente". Ti confesso che spesso mi rompo i coglioni nelle situazioni sociali allargate: non si riesce mai ad approfondire un argomento, ne tantomeno a capire qualcosa su come la pensino veramente le altre persone. Mi è sempre mancato il desiderio di appartenenza, mi stanno strette tutte le divise. Tutti i club, i circoli, i sindacati, i gruppi di musicofili o musicisti, i trend e le novità sono una cosa incomprensibile per me. A volte invidio ingenuamente chi riesce ad identificarsi in una categoria, che si autodefinisce con precisione, milita, rappresenta. Poi mi rendo conto che in realtà non invidio proprio nessuno. L'anarchia è l'unica via percorribile per un artista, non ci sono eccezioni. 


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