Diario di un Autoprodotto


Bentrovato, caro. Mancano solo nove giorni al concerto e come sempre mi sembra di essere indietro, rispetto a tutto quello che mi ero prefissato di fare. In realtà non so perché non riesco semplicemente ad andare lì, suonare, e bòna. Voglio sempre stupire me stesso, mettermi alla prova, realizzare ogni aspetto, trovare una trovata. Non sono un musicista con la chitarra in mano. Non suono sempre. Eppure la amo. Ma il nostro amore è di quelli da musica leggera, fatto di lunghi distacchi e ritorni di fiamma ardenti e pieni di pathos, stile "spero che un giorno ti ricorderai di me". Con la voce è diverso: non posso scollarmela di dosso. Devo per forza farci i conti. Ma la chitarra, ancora oggi dopo vent'anni, per me è come una donna: un mistero che non può essere svelato fino in fondo. Eppure è solo una scatola con delle determinate proporzioni e funzioni fisiche. Forse dovrei solo fare un corso e farla finita con queste cazzate. Comunque questo è un momento buono nella nostra relazione, quindi non sono troppo preoccupato per il concerto del 31. L'unico problema, è che da mesi ascolto le basi del disco, con batteria, basso, e arrangiamenti completamente diversi. Quindi, proprio i pezzi “Clou”, quelli che dovrebbero essere la presentazione del disco, suonano di merda. Vedremo. Comunque ho ancora diversi giorni per lavorarci, ed arriverò preparato. Ho editato il file A5 per la stampa in bianco e nero, e domani farò un po di volantini da distribuire nel quartiere, anche per vedere le facce incuriosite (o basite) nel vedere un quasi quarantenne barbuto, vestito da giovane, che invita la gente ad un live folk rock con un volantino che parla di morte!! Sicuro mi prenderanno per un testimone di Geova, ma in effetti io sono come loro, anche se la mia religione è nata negli anni '50. Sono un testimone di Chuck.


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