Diario di un Autoprodotto


Canzoni contro la morte - Rezzo '15
Canzoni contro la morte - Rezzo '15

Eccomi di nuovo, amico mio. In questi giorni sono stato impegnato a creare la locandina per il concerto di Halloween, visto che suonerò il 31. Il posto è molto carino, intimo, e situato in Cirenaica, che è una delle zone tranquille di Bologna; mi piace. Gianluca, il gestore, mi è sembrato molto disponibile e dopo aver fissato la data, abbiamo parlato di eventuali altri eventi che si potrebbero organizzare in futuro. Ho ancora parecchio tempo per promuovere l'evento, ma come tutti gli artisti sconosciuti, fatico a portare gente nuova, a parte i soliti amici-fans che ogni tanto mi seguono. Mi ha spiegato anche la sua difficoltà a riempire il locale per i concerti, dato lo scarso appeal degli emergenti sulle masse. Nel frattempo continuo a cantare sulle nuove basi dell'album, e sono sempre più convinto di me stesso. Si, sto diventando fan di me stesso finalmente, e non ho più la paura di non cantare abbastanza bene. Ora il contenuto sta venendo fuori, e la forma si fa plasmare come un pezzo di pongo. Si tratterà solo di fare 3000 take e scegliere la migliore. Inoltre sto aspettando la scheda audio che ho ordinato online, e non sto nella pelle. Voglio cominciare a lavorare nel dettaglio, e non potevo certo farlo con quella onboard del mio pc. Anche a Lorenzo piace molto l'album, e questo mi da sicurezza. Si, perché al di là della falsa modestia da cantautore (della serie: lo faccio per me stesso..), in realtà vivo per piacere agli sconosciuti. Sembra idiota, ma sogno di parlare segretamente a migliaia di persone che non conosco, e voglio che vedano la bellezza che ho negli occhi. Voglio condividere le conquiste che ho fatto come persona, poeta e artigiano. E pensare che anni fa, all'inizio del mio viaggio nell'arte, non riuscivo nemmeno a parlare con chi non conoscevo e pensavo che non sarei mai stato in grado di farmi valere, di emergere dalla mia timidezza. E invece quasi quarantenne, mi ritrovo ad entusiasmarmi per un nuovo gruppo, per un accordo insolito, per la saggia leggerezza del Rock'n Roll, e sto incidendo un disco. Non ho nemmeno cominciato a muovermi davvero: il viaggio è stato più quello del Ulisse di Joyce, un percorso della mente, che non quello classico. Sono sicuro che tutto questo sia reale, solo nel momento in cui salgo sul palco, e mi accorgo che le persone sono come me, insicure, piene di paure e bisogno di attenzione. Però, porca puttana, come fai a chiederla? Come fai a darla? Se sei troppo esplicito le persone scappano: “-Scusa, posso parlarti dei miei momenti di dubbio esistenziale, nonché della fragilità insita nella natura umana?” Se chiedo: -”Cosa ti rende veramente felice?” oppure “Ma tu, la ami la tua ragazza?”, la risposta è sempre quella: - fatti i cazzi tuoi, (anche se in modo educato) e lo capisco. E del resto non posso essere sempre e solo le mogli, i fidanzati, i figli o i cani a ciucciarsi tutto il nostro desiderio inappagato, non credi dy? Io sinceramente non ho trovato di meglio che l'opera d'arte: è discreta, fa finta di essere una cosa figa, intellettualmente mirabile; in fondo è l'amore mancato degli artisti da bambini che diventa un simbolo, una fonte di saggezza, un beat. Andare verso quello che ancora c'è da scoprire. Adesso partirò davvero. Forse domani.


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Commenti: 1
  • #1

    monica (martedì, 06 ottobre 2015 03:25)

    si e' commovente quanto saremmo tutti romanticoni (nel senso buono ) se solo non giocassimo la vita a fare il film degli pseudo forti con forte "personalita'".. omar computer nuovo ? evvai t.v.b.