Il Grande Disco (seconda parte)


So Indie - Rezzo '15
So Indie - Rezzo '15

Come ti dicevo, durante le pause pranzo (o paglia) si è parlato del Grande Disco. Ma chi può dire qual'è la Grande Musica? E tantopiù il Grande Disco? Probabilmente nessuno. Ovvio è relativo. A me piace questo, a te piace quello. Liberissimo di ascoltare i Bee-Hive o i Backstreet Boys, perchè no? Se ti fa ballare la house, vai pure in discoteca, e salta. Se ami il liscio, evviva la balera e Raoul Casadei. Detto questo, con tutta la buona volontà, non riesco a mettere sullo stesso piano un disco di Albano e Romina Power, con uno di Johnny Cash. La musica di Cristina Aguileira e quella di Joni Mitchell. Mi sembra che facciano lavori diversi, come uno stilista e un benzinaio. Poi massimo rispetto per i benzinai (un po meno per gli stilisti). D'altra parte, capisco di non avere argomenti che oggettivamente sanciscano la maggior importanza di una musica rispetto all'altra. Non ci sono parametri  fissi nell'arte, ma soprattutto spesso l'apprezzamento di questa o quella musica dipende molto dalla finalità della fruizione: se uso la musica per ballare, difficilmente amerò alla follia un Guccini. Se invece la uso per riflettere, scarterò a priori l'elettronica o il rock'n roll anni 50. Tra la pura espressione di un pensiero e l'arte vera e propria, c'è una piccola parola fondamentale di cui tener conto: la poetica. Essa è la visione generale che guida la ricerca estetica della singola opera.  Fatta anche questa premessa, come mai, in ogni genere c'è qualche artista che "salta fuori" dalla maggior parte della produzione musicale? Che cosa ha in più degli altri musicisti raggae, un Bob Marley? E Cobain, è diventato un mito solo perchè si è sparato in faccia, oppure la sua musica è davvero  Grande? Come sempre mi viene in soccorso il grande Kundera, chiarendomi che l'arte si può misurare solo in senso comparativo, cioè tenendo conto della storia dell'arte. Tutto quello che viene scritto di nuovo, ha una radice nella storia, ed ha senso solo se messa in relazione ad essa. Ovvio, ma sempre meglio ripeterselo. Se oggi mi metto a suonare con i denti, non si stupisce nessuno. Se pratico un taglio in una tela bianca, mi chiedono se sono stupido a rovinare una cosa nuova. Ed hanno pienamente ragione. E le composizioni elettroniche di Stockhausen e Cage? Non gli deve qualcosa uno come Skhrillex?. Ma non ho risposto alla domanda: cosa deve avere un Disco per essere Grande? Cazzo non è facile. O forse, invece, è più semplice di quello che si pensa. L'altra volta dicevo che la musica è fatta di persone, quindi ecco la risposta: "Grandi" persone, grande musica. Metto tra virgolette grandi persone, perché è ovvio che non intendo dare un giudizio morale sulle persone. Credo semplicemente che la musica sia verità. Arrivare all'essenza delle cose, siano descrizioni di una situazione, di sentimenti, satire politiche o semplici confessioni intimiste. La Grande Musica dice la verità. Ovviamente non in senso assoluto, ma ne ha l'intenzione, per quanto questo sia utopico e megalomane. Si, certo, la megalomania è una componente essenziale per cercare in profondità certe risposte. Senza di essa, non esisterebbero Picasso o Klimt, ci scorderemmo i Doors e Jimi Hendrix, e si potrebbe cantare "by by, love" a Ray Charles o Jerry Lee Lewis. Sento troppe persone dire che la vera musica non c'è più, ma in realtà sono loro che non ci sono più. Hanno rinunciato agli ideali, accettando acriticamente la logica del mercato. Sono troppo presi a collezionare tutta la musica del mondo per ascoltarla veramente. Tutti gli artisti hanno un gran coraggio, perché la società è spietata con loro, e c'è un motivo. Come ricorda Kundera, mentre un idraulico mediocre, può essere utile comunque agli altri, un poeta mediocre è solo patetico. Non c'è nulla di male ad esserlo, ma è così. Per questo ho sempre ammesso la mia megalomania, il mio desiderio di scoprire un piccolo pezzo di verità da condividere con il Mondo, o meglio; l'ambizione insensata di fare qualcosa di Grande, che sia una canzone, un libro, oppure il giro del mondo in snowboard (quand'è la prossima glaciazione?). Hanno però ragione Lorenzo e Andrea, quando dicono che oggi è diverso. Il mondo è cambiato e le considerazioni estetiche forse non servono ad una mazza. Anzi, sicuramente, diciamolo pure. Ognuno fa che cazzo vuole, ed è meglio così. Ma se non fosse vero? Forse è solo  che ci fa comodo pensarla così. Siamo una generazione cresciuta in televisione, e ci hanno lobotomizzato a forza di merendine del Mulino Bianco. E deve essere davvero così,  perché ci sono gruppi come "Lo stato sociale" o i "Mumford and sons", e quel baffone di Damien Rice, che dal vivo spacca, come ai tempi di Woodstock. Forse siamo solo rincogliniti a forza di selfie. Di certo è più difficile distinguere la Grande Musica, nel mare di cloni in cui naviga. Chiedo alle persone quali sono i loro miti e nessuno mi da una risposta. "Ascolto un po di tutto", da veri buongustai, o peggio "dipende dal momento!". Come cazzo, se ritieni grande la musica di Tom Waits, non è che cambi idea perchè sei spensierato oppure triste! Molti sono pronti a fare i critici con Jovanotti, ma nessuno che risponda a questa semplice domanda: chi sono i tuoi maestri?  Io ne ho molti, oltre a quelli citati, ed hanno dimostrato che il Grande Disco esiste. Non so se io riuscirò mai ad incederne uno, ma saprò sempre che è il risultato di una grande ricerca estetica ed interiore. Il resto sono solo piacevoli trastulli strumentali. E sesso e droga, ovviamente.


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Commenti: 2
  • #1

    MONICA (venerdì, 25 settembre 2015 14:11)

    mi piace la tua ironia .. mi sono fatta una sana risata .. io sono una frana in musica, da ragazza ascoltavo qualunque musica mi evocasse emozioni tristi se volevo a tutti costi soffrire per quel ragazzo che regolarmente mi aveva piantato ahahhha e da grande non le ho mai dato molto spazio (x ora) scegliendo probabilmente altre forme di verita'o riempiendo il mio tempo con un sacco di altre cose ;ho sempre avuto l'impressione di non avere tempo x la musica (chissa' cosa cè sotto ).. oppure ascoltarla per non pensare a nulla, ad esempioper ballare o ridere bho ... in effetti e' interessante capire.. certo che anche la famiglia ha la sua importanza ..e' come se non fosse mai esistita per mamma e papa' la musica e quindi bho nemmeno nella mia cultura. ci pensero' a crearmi uno spazio di scoperta per la musica ! grazie <3

  • #2

    Rezzo (sabato, 26 settembre 2015 16:39)

    Yeah! Sono molto felice di quello che hai detto. Sarà uno spazio ben speso.. ahha.. ed in effetti è interessante capire questa cosa... secondo me è una cosa legata al tempo: per apprezzare la musica devi stare al Suo tempo, non puoi seguire il ritmo della Tua routine. Se balli il raggae, devi stare sereno, rilassato, non devi voler andare da nessuna parte. Se invece vai in disco a ballare hardcore.. sei come un pistone all'interno del cilindro, e vuoi sfogare tutta la tua rabbia e potenza represse. Se posso darti un consiglio, comincia con una canzone sola, magari con una di quelle vecchie, che ti evocavano emozioni tristi per i tuoi boys di allora.. :)