diario di un autoprodotto


L'Elia e i nani
L'Elia e i nani

Caro diario, sono le una e mezza di notte, e i miei cari dormono. Siamo arrivati a Levanto nel primo pomeriggio, e dopo una focaccia in centro con la Greta, ci siamo sistemati in collina, in un appartamento davvero appartato. La vista è fantastica e nonostante lo spazio sia piccolo al interno, abbiamo un ampio giardino molto verde e rigoglioso. Elia ha rubato dell’uva che arrivava fino a terra, e si è divertito a maltrattare i nani da giardino. Neanche quando gli ho detto che Biancaneve si sarebbe incazzata parecchio, ha desistito dallo sbatterli a terra con evidente soddisfazione. Del resto non c’è da scherzare con una donna che riesce a gestire sette uomini (seppur mignon). La Devi era emozionata di fare una vacanza con la sua cara amica, e di poter finalmente nuotare fuori dai limiti di una piscina. Mi sento molto fortunato ad averli, sono il motore di tutto. Se non avessi il suo amore, sarei costretto a scrivere canzoni sulla mia vaga idea di esso. Cazzo, dovrei raccontare i miei problemi personali, fare rime sbrodolanti di ricordi, o sbilanciarmi in previsioni sul futuro dei miei flirt, meno affidabili de ilmeteo.it. E cacciare violini dappertutto. Per fortuna posso concentrarmi su qualcosa di più interessante, come la poesia e la storia della musica. Il mare porta consiglio, ed è una delle poche occasioni in cui dedico molte ore alla lettura. Nella fattispecie, sto rileggendo “Il sipario” di Milan Kundera, ed ogni volta resto incantato dal suo sguardo sull’arte moderna e sul mondo. E’ uno sguardo disilluso, ironico e profondo, come l’arte del romanzo, che proprio in questo libro, viene spiegata in modo inarrivabile. Nessun critico, professore, saggista, blogger o filosofo, può competere con l’efficacia della sua narrazione, al punto che mi sembra di leggere un romanzo anziché un saggio. Anzi non sono neanche sicuro che sia effettivamente un saggio. Se ho ben capito, l’arte del romanzo è basata sull’anti-lirismo. Nasce assieme alla consapevolezza che dietro la maschera della solennità, dell’eroismo, dei Grandi Ideali della Storia, l’uomo nasconde la sua essenziale banalità. Il romanzo svela la poesia del normale, la comicità delle situazioni tragiche, la fragilità dell’eroe romantico. Nel libro, fa notare come la musica sia l’arte più lirica, più ancora della poesia lirica, in quanto espressione di moti interiori non spiegabili a parole. Devi stare attento però, mio caro, a non confondere “lirismo” con “poesia”: esistono grandissime poesie senza un briciolo di lirismo, come dimostrano Elliot, Dylan Thomas, Kafka, Bukowski, Gombrowitz, Hermann Broch. La cosa interessante ai fini del mio progetto è proprio questa: ho sempre amato i testi poetici ma non lirici. Odio l’ostentazione del pathos, l’edificazione edonistica della propria sensibilità, ed è quello che, in effetti, emerge da testi come quello di Pagina Bianca. Non si tratta di cinismo, anzi, ritengo che chi ostenti in modo esagerato la sua sensibilità d’animo, nasconda una grossa dose di vanagloria ed egocentrismo. Come se fosse un merito, soffrire perché non si è in grado di amare profondamente! Forse pensi che l’amenità della situazione balneare, cozzi con la gravità di queste riflessioni, ma non è così. Anzi, quando l’ambiente intorno è sereno e vacanziero, i pensieri non incombono, non ti obbligano a scelte esistenziali, non hanno scadenze. Si diluiscono nel minestrone della progettualità, e apportano aromi nuovi al tuo originale piatto di arte. Per questo adesso ti lascio e continuo la lettura, ma prima non posso non farti notare che il titolo del libro, cioè il Sipario, parla in qualche modo anche di te. Tu sei il sipario che è spalancato sul teatro del Rezzo, una porta per entrare nel vespaio di significati delle mie canzoni. Sei l’atto di gettare la maschera. Per citare Kundera: “squarcio la crisalide del lirismo” giovanile e comincio a vedere il mondo, al di là del mio stomaco.



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Commenti: 1
  • #1

    MONICA (venerdì, 25 settembre 2015 14:23)

    ahahahahah quanto e' vero che abbiamo bisogno di manifestare la sofferenza ! per sentirci accettati, sensibili, veri, buoni, ahahahhah infatti io mi pongo dei problemi quando manifesto il contrario .. ma penseranno che sono falsa quando predico risate e positivita' ? grande esercizio ...avanti come una roccia .. baci baci <3