diario di un autoprodotto


Carissimo, buongiorno. Sono le otto di mattina e mi trovo a scriverti perché sono a casa in malattia per via del nervo sciatico che mi blocca. Mi sto drogando di anti-infiammatori e passando le mie giornate fermo. Gioco a golf online e lavoro ai testi, ma non potendo suonare per più di 5 minuti, dopo un po desisto. Come sai nulla è casuale, e come sempre sto riflettendo sul motivo vero di questo inconveniente. Forse devo rallentare, riflettere, prendere delle decisioni. E' strano: il mal di schiena, l'incidente di mio padre. Cosa non sto tenendo in considerazione? Come posso sfruttare anche questo periodo di “invalidità”? Non so, intanto butto li le domande. Ascoltando e cantando sempre quelle canzoni, per via del disco, sto mettendo a fuoco il messaggio sottile che le unisce. Emerge sempre il desiderio di verità e la provocazione per innescare il dialogo. La difficoltà di comunicare ciò che riteniamo davvero importante e l'esigenza di seguire la direzione di un'ideale, anche se non ben definibile.

Qual'è quindi questo ideale? Cosa voglio veramente dalla musica? Cazzo è assurdo. Mi faccio queste domande e non trovo una risposta. Vedo i musicisti di professione e non li invidio. Non desidero girare l'Italia con un furgone tutta l'estate. Non è la mia vita perché non sono un musicista. Sono uno che fa musica, punto. L'artista ha difficoltà di relazione. Non perché gli manchi la capacità di fare spaghettate o bere birra davanti alla partita, ma perché ha una iper-attenzione per la vita. Vede i processi dietro alle cose, e si sente estraneo per questo. Di li il bisogno di avere gli applausi, i consensi, il successo. Gli applausi sono la conferma che la sua solitudine interiore nella società civile, ha prodotto un valore aggiunto, si è trasfomata da bruco strisciante in farfalla, come in effetti ho scritto in "Tutto cambia". L'artista, di base, è uno sfigato. L'artista di successo è uno sfigato che è diventato il più figo di tutti per protesta verso la società. Mi viene in mente il celebre verso di Beck: -”I'm a loser, baby, so why don't you kill me?”.


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Commenti: 1
  • #1

    MONICA (venerdì, 25 settembre 2015 14:35)

    il coraggio di vedere il nulla ci salvera' <3