diario di un autoprodotto


Caro diario, sono stato all'ospedale a trovare mio padre. L'hanno operato ed il problema sembra risolto. Lui è sveglio e baldanzoso, anche se ovviamente si vede che si è spaventato. Abbiamo passato tutti brutti momenti, ma alla fine è anche stato un pretesto per riflettere su quelli tragici della vita, che prima o poi, tanto, toccano a tutti. Sono usciti dei “ti voglio bene”, che qualcuno in più non fa mai male. In questi giorni sono stato a Vela, a casa di mia sorella e di mio nipote Crash, ed è stato bello condividere con loro la preoccupazione per l'esito dell'intervento, ma anche tutto il resto. Siamo migliorati molto nel comunicare: io cerco di non essere troppo noioso e contorto nelle mie lunghe spiegazioni filosofiche e ci ascoltiamo di più. Mascia è una persona molto generosa, e anche stavolta mi ha fatto sentire a mio agio e coccolato, proprio come un fratellino minore. Con Crash abbiamo fatto conversazioni su come trovare un'alternativa a questo sistema globalizzante e fascista, ma sulle soluzioni pratiche ci dobbiamo ancora lavorare. Comunque, bravi noi che ci poniamo il problema. In fondo ogni rivoluzione parte da un'idea. Lutero ha solo detto che la Bibbia la possono leggere ed interpretare tutti. Tutto qua. Chi l'avrebbe detto che sarebbe venuto fuori un bordello del genere? Trovare alternative. Basta chiacchiere sterili su concetti irreali come la Giustizia, la Libertà, e l'eguaglianza sociale. Si deve dire no al capitalismo sfrenato e finanziario, e tornare a pensare come fare per volerci bene. La  crisi sembra economica, ma è esistenziale: l'uomo non sa più che cazzo fare della sua esistenza e non si chiede nemmeno il perché delle cose. Produce per produrre, consuma per consumare. La visione dell'uomo globalizzato, provincializza i nostri ideali, quando non li annienta. Sto cercando di mettere giu un progetto scritto per riuscire a curare tutti i dettagli del cd: grafica e contenuti speciali. A proposito sai che diventerai un libro? Non te l'aspettavi vero? Ebbene si, parlando con Lorenzo, mi è venuta l'idea di legare le tue sorti a quelle del primo album, a testimonianza di questo processo (auto)produttivo. Probabilmente farò di te un libretto e ti rileggerò fra qualche anno, ridendo come faccio sempre a posteriori, della mia ingenuità. Del resto finita l'auto-produzione, la tua esistenza non avrebbe più senso, e dovrei sopprimerti inutilmente. Ormai ti devo troppo, quindi tranquillo, vivrai! Ad inizio settembre si faranno le chitarre di: Pagina Bianca, Tutto cambia, C'è Pericolo, Restare a guardare e Un Giorno Qualsiasi, ed io sto cantando sulle basi ossessivamente, con il repeat attivo, per trovare il giusto feeling con il suono. Vorrei dare forza alla parola e farla volare sopra tutto il resto. Ma soprattutto godo nel capire che cosa davvero ritengo fondamentale: qual'è il succo della mia esperienza letteraria e personale.

 


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Commenti: 1
  • #1

    MONICA (venerdì, 25 settembre 2015 14:38)

    T.V.B.