diario di un autoprodotto


Caro diario, sono di ritorno dal Trentino, dove abbiamo passato il weekend, con i Rezzo al completo. La mamma è stata assente, come il solito, ma noi comunichiamo attraverso "altri canali", o così mi piace pensare. Sono stato bene con tutti e ho saputo che Crash, mio nipote, "fratello di Rock", parte per gli States, per boicottare qualche porcheria industriale nella famosa riserva indiana della strage di Wounded Knee. Che i Motorhead siano con te! Ma il mio festoso racconto del weekend, mi stava facendo dimenticare di dirti una cosa che penso da un po. Non averne a male. Io ti amo ma mi stai anche un po sul culo. Da quando ho iniziato questa routine con impalpabili velleità letterarie, mi sto facendo un sacco di pugnette mentali. Attraverso le tue pagine virtuali ho riscoperto una certa passione per la politica, e la scrittura, ma a volte questo mi distoglie dal mio vero obiettivo: fare un Grande Disco. Quindi, visto che crei grattacapi vedi di essermi almeno utile in questo senso. Quindi, dicevamo; un grande disco, cosa mi manca? Sicuramente una band tipo Red Hot che spacca il culo, alle spalle (come potrebbe farlo davanti?). E non credo che la troverò nell'immediato.

Ma partiamo dalle cose che abbiamo in saccoccia:

 

1. Titolo: no, mille idee, nessuna convincente.

2. Grafica del cd: qualche idea, mille dubbi.  

3. Etichetta e/o distibutore o agenzia di booking: lascia perdere.

4. Bacino di fans affezionati pronti ad aquistare il cd in prevendita e/o darti soldi in cambio di fantastici premi stile Crowdfunding: nr. 13 .

5. Pezzi: ci sono, anche se   sto impazzendo per trovare alcuni versi, dopo la trasformazione sonora di "Tutto cambia". Ho tolto un po di ironia, ed ho messo più realtà sociale e   personale. O meglio, l'ironia che prima era sottile, adesso è più provocatoria, meno cantata. Mi accorgo che i brani più intimi, hanno bisogno di meno lavoro. Sgorgano dalla parte "dionisiaca" ed usano la musica per auto-determinarsi. Ne sei certo, perché sono quello che provi, che senti emotivamente. Non c'è molto da aggiungere, sono quello che sono. Quando invece mi cimento in brani per così dire "sociali", cambia la sonata! (hai notato la sottile ironia, eh?). La ragione è una brutta bestia. Ti sembra che ti porti da una parte, ma poi ci ragioni, appunto, e i nuovi elementi, che tale processo porta con se, mettono in discussione tutto il resto. Mentre pensavo questa cosa ho pensato alle idee come ad un cantiere, alla costruzione di una casa, che viene ri-progettata ad ogni piano. Questo perché a differenza delle case, le idee non hanno una funzione ben determinata: si creano e crescono, ma non sai a quali altre ti porteranno e nemmeno a cosa servano veramente. Adesso mi è chiaro cosa intendessi, quando ho scritto quella rima stupida in Pagina Bianca: "-Pagina scritta, sei proprio come una slitta...". 

6. Paura di fallire: n.d.


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Commenti: 1
  • #1

    ALDO (martedì, 23 febbraio 2016 17:59)

    Carissimo figlio sono certo che il tuo talento alla fine vincerà la sfida che ti proponi di fare, la mia non è partigianeria, ma io credo veramente nelle tue capacità, mi piace che senza falsi pudori, da vero uomo, esponi tutte le tue perplessità che sono legittime, per chi come te, con capacità, non ha boria e presunzione che è un sentimento stupido. Persevera nel tuo intento e vedrai che riuscirai a raggiungere la meritata soddisfazione che ti meriti. Avanti e lancia in resta !!!