diario di un autoprodotto


Bonsoir, mon jornal. Non chiedermi del perché di questo esordio, ne tantomeno di questo post, perché non lo so. Questo weekend io e la mia crew familiare, siamo stati ospiti da nuovi amici di Cesena. Dico nuovi, perché li ho conosciuti per la prima volta l'altro ieri, e amici, perché nonostante questo, sento che già lo sono. Sono una coppia un po più giovane di noi, ed hanno una bambina di poco più grande dell'Elia. Pria e Devi si sono conosciute tramite qualche associazione di adottivi, e sono molto simili, sia "etnicamente" che come personalità. Entrambe sono ragazze determinate, ed hanno saputo trasformare il trauma dell'abbandono, in una virtù unica. Cazzo, ormai ne conosco di storie di adottati, e spesso sono un bel vespaio emotivo. Alcuni di loro, che non hanno l'equilibrio necessario, finiscono col fare dei gesti che non voglio nemmeno dire. Voglio invece dirti dell'ammirazione che ho invece. Penso al fatto che all'età dell'Elia, la sua mamma era in un istituto in Tamilnadu, dimenticata in un lettino, senza amore di nessun tipo. I bambini in queste realtà vengono messi in una specie di sacco, ognuno in un lettino, e considerati solo per il lavaggio e per mangiare. Inoltre sono approdate in un mondo di edonisti e consumisti che con tutta la buona fede, spesso non sanno neanche perché sono al mondo, anche se sbandierano ideali, e si sentono superiori, ed a ragione, perché hanno inventato Michael Jackson, lo schiavismo e la bomba atomica. Se penso Gable in quella situazione sto davvero male. Eppure loro erano li ieri, fatte donne e madri incredibili, naturalmente bellissime, che con nonchalance si fanno carico dell'organizzazione dei figli, e dei mariti. Sorridono, dicono cose intelligenti, amano le persone e la vita, facendoti sentire a tuo agio sempre; e se hai la fortuna come noi, di essere riuscito a conquistarle, anche un vero cavaliere, in senso rinascimentale, ovviamente. Io non so un cazzo dell'adozione, ma da quando ci penso, ho realizzato che sono la dimostrazione vivente che l'amore non si trova, non è un fatto di avere culo, e non è una cosa che capita. Col cazzo che capita. Capita come capita di fare 6 al superenalotto. Si Fa. L'amore si interpreta, con un modello virtuoso, buone letture e molta fragilità. Con realismo, impegno quotidiano e attenzione ai dettagli. A mio avviso le strade che ti avvicinano a questo universale e tanto cantato sentimento, sono due: la letteratura e la "mancanza". I poeti romantici tedeschi la definiscono anche "sensucht" ovvero nostalgia, in Brasile, "Saudade". Senza questa "nostalgia" (non quella dell'amore fallito al liceo) non vai da nessuna parte. Sei fottuto. Sei destinato all'apatia, a Bruno Vespa, a fare domande stupide tipo -"Senza il Petrolio, come si fa?". Quindi la metterei in cima. In secondo luogo la Letteratura e l'Arte: solo queste forniscono modelli virtuosi di Amore, che di danno fondamentali indizi su dove iniziare a cercare. Per farla breve, se non senti mai un profondo sentimento di mancanza, noia, rabbia, desiderio inespresso, e/o preferisci di gran lunga la Tv alle "altre forme d'arte",  fatti un account su qualche sito di incontri e compra un botto di preservativi, caro diario. Ma come sempre ho divagato di brutto e torno al racconto, scusa. Mi sono trovato benissimo anche con Pier. Un bassista e architetto davvero simpatico e intelligente, e si è parlato un po di tutto perché anche lui, ha interesse per tutto. Nella pratica, noi tutti, abbiamo fatto il bagno al mare, con relativa grandinata passeggera in spiaggia, oziato all'aperto, imparato dai nostri bambini ad essere adulti. Dovevi vederli. L'Elia si è un po "innamorato" della piccola Marta. Si davano la mano e lui si emozionava quando le stava vicino. Ad un certo punto è partito convinto e le ha preso la mano, ma lei ovviamente presa da altro, glie l'ha rifiutata. E' scoppiato a piangere, e io mi sono riempito, di felicità, come un palloncino, di elio. No dy, non sono un sadico che gode a veder piangere i bambini. Ho visto in quel gesto tutto l'Amore che si possa immaginare. Altro che le cazzate egotiche dei musicisti, che di solito cantano l'incapacità di Amare. Dicono che è impossibile e si tormentano le viscere, ma preferiscono scoparsi belle donne arriviste e  forse misogine. Va detto che i musicisti, almeno sono sinceri, e quantomeno provano a porsi il problema, rispetto all'Homo Medium. L'amore è questo: provare a prendere la mano a qualcuno, e piangere se non te la da, ma non smettere mai di provarci: volere più di tutto i suoi occhi puntati su di te. So che come al solito mi accusi di non parlare del disco, delle complesse pugnette estetiche che mi faccio mentre guido, e di non postare mai donne nude o foto di me in pose tenebrose ed estramente rock. Prometto che la prossima volta ti parlerò delle influenze di certa musica di nicchia, ma talmente di nicchia, che non so neanche se riuscirò a trovarla. Ma la verità è  che tu stai diventando qualcos'altro, che va oltre anche alla musica. Del resto la musica va suonata ed ascoltata, ed io, qui lo dico, qui lo nego, mi sono rotto il cazzo di leggerLa e scriverLa. Lei se la cava bene anche senza intelletto, anche se prende in prestito di volta in volta, quello di qualcuno. 


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