diario di un autoprodotto


Rezzo @ SpeakEasy (FI)
Rezzo @ SpeakEasy (FI)

Caro diario, siamo da poco tornati in città, dove il caldo tipicamente bolognese mi ha già rotto il cazzo. A Firenze si stava molto meglio, soprattutto perché la casa dei suoceri è in collina, incastrata nel verde. Il concerto è andato alla grande, anche se il locale non era "tutto esaurito". Sono venuti dei cari amici ad ascoltarmi, che erano curiosi, in quanto avevano visto solo performances con il gruppo. Come di rito, ero un po agitato, ma devo dire che sto acquisendo più sicurezza, e la cronica paura di sbagliare, incide sempre meno sul mio approccio al palco. Finalmente, come ti dicevo, sto cominciando a credere davvero in quello che faccio, ed ho allontanato la modestia dalla mia forma mentis. La modestia è una brutta bestia: viene subdolamente spacciata per virtù, ma non c'è nulla di più inutile, avvilente e dozzinale di essa. Noi tutti siamo essere straordinari, anche se non ne siamo coscienti. Ho capito che solo chi crede fermamente e profondamente in quello che fa, merita il successo. La modestia invece porta solo alla mediocrità, alla conseguente frustrazione cronica, quindi all'apatia. Chi avrebbe voglia di correre in una gara, se non sperasse di vincere o quantomeno di piazzarsi bene? Anche l'ultimo ambisce a scalare la classifica. Ho imparato a dirmi bravo, anche e soprattutto quando non lo fanno gli altri, e guarda caso, ora me lo dicono più spesso. So che la mia musica è speciale, perché è il frutto di una vita di impegno e passione per l'Uomo e per la Vita, prima che per la musica stessa. La mia attitudine a migliorare sempre, lentamente sta producendo risultati, e il mio cantato comincia a saltare fuori. Certo, dato lo scarso tempo per provare ho fatto qualche errore, ma sono subito riuscito a riprendere la concentrazione su quello che volevo dire al Mondo. Il pubblico, essendo composto perlopiù di avventori casuali, inizialmente era distratto, tutto preso a chiacchierare e bere mohitos. Man mano che andavo avanti con la scaletta, però ho visto sempre più interesse, e gli applausi alla fine dei brani, erano fluidi e spontanei. Questa è la musica per un musicista! Sono stato contento perché i più entusiasti spettatori tra quelli che non conoscevo, sono stati una coppia di spagnoli, che capiva poco l'italiano; ennesima conferma che la musica è davvero universale, e che la verità non ha linguaggi nazionali. Muy Bueno. Un ragazzo che poi ho conosciuto, aveva sentito casualmente il check sound, ed è tornato apposta per sentire il concerto: altro buon segno del fatto che sto crescendo, pian pianino. Poi è venuta la Marta, cugina della Devi, che aveva già sentito un live, mi ha detto che ricordava alcune canzoni, che comincia a riconoscerle. Questo mi ha fatto molto piacere: la bottiglia con il mio messaggio, allora, ogni tanto raggiunge qualche "PRODIERE"! Anche Gioia, una nostra cara amica, mi ha fatto i suoi complimenti sinceri, e sentivo che avevo dato tutto, e che loro erano li con me. Addirittura ho firmato il mio primo autografo, per una sua amica molto simpatica (di cui non ricordo il nome) che ha voluto la scaletta come souvenir della serata. Infine, con i miei bigliettini di presentazione messi sui tavoli, ho raccolto una decina di mail per la newsletter. Ogni volta la magia si rinnova: le prove, i dubbi, le soluzioni che ti sembrano non arrivare, la segreta esaltazione per il tuo piccolo momento di gloria, la voglia di restare a casa per essere certi di non sbagliare. Poi però sai che questo è quello che vuoi, superi tutti i "se" e tutti i "ma", e rispondi "presente" al tuo appuntamento con la speranza sociale che ti rimane. Mi accorgo che la fragilità è la forza, mentre la serietà, sostanziale insicurezza. Essere vulnerabili, buttare fuori il coraggio di desiderare l'approvazione degli altri, la loro stima. Suonare è un modo raffinato per chiedere uno scambio: io ti do la Bellezza, tu mi dai la tua attenzione, facendomi sentire al centro di qualcosa di più grande. Il fatto stesso che hai le palle di essere lì, è un simbolico atto di eroismo sociale, egoistico quanto vuoi, ma comunque l'indizio di un'animo, se non nobile, almeno generoso. Abbiamo fatto un buon lavoro, caro diario. Adesso però, rifocillati alla fonte dell'autostima, è ora di lasciare tutto alle spalle e ricominciare a fare musica. Ho deciso che comprerò un'elettrica stile strato o telecaster, per dare più dinamica ai pezzi, soprattutto quelli più rock. Il 22 e 23 si registrerà il basso dei cinque pezzi "elettrici" del disco, e quindi devo stare sul pezzo, appunto. Comunque per concludere, devo dire che Firenze è davvero magica. Tolte le orde barbariche di giapponesi che rompono un po i coglioni, il rinascimento ha lasciato ancora qualcosa nell'aria, e ovunque ti giri c'è una statua, un palazzo o una chiesa straordinari che mi ricordano una cosa semplice: la bellezza che creano gli uomini rimane nel tempo, molto più degli uomini stessi (e dei loro diari). L'ho detto anche al momento, ma voglio di nuovo urlare delicatamente al mondo: Grazie World! Tra l'altro oggi è il mio trentasettesimo compleanno e tu non mi hai nemmeno fatto gli auguri!


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Commenti: 1
  • #1

    Aldo il babbo (martedì, 21 luglio 2015 07:36)

    Non posso non essere contento dei progressi che hai fatto in tutti i sensi : nella musica
    e sopratutto nella tua personalità che è cresciuta in maniera esponenziale. Ciò ti porterà sicuramente ottimi risultati nel campo umano e artistico ed è quello che ti auguro dal profondo del mio cuore. Omar sempre avanti.