diario di un autoprodotto


Che dire, ho fatto la valigia, ho stampato le carte di imbarco, Ho fatto il check in online. Dovrei essere super eccitato come nei giorni scorsi, ma invece stasera sono tranquillo e mi dispiace non passare il weekend con i ragazzi. Li vorrei sempre portare con me, ma questa non era l'occasione giusta, dato che starò tutto il giorno in studio. Sono curioso però di trovarmi immerso in una grande metropoli, con la mia ingenuità e la faccia da italiano all'estero. So già che non capirò molto di quello che mi diranno, ma basta sorridere e dire sempre Yes. Poi ci sono talmente tanti italiani che troverò da fare due spaghi sicuramente. Il mio sogno di rock 'n roll mi ha portato qui, senza che io facessi nulla. Quando ti poni un obiettivo non ti ferma nessuno, non dipendi più da nessuno. Cercherò di assorbire il più possibile da questa esperienza, di crescere un po come uomo e come artista, e di alimentarmi in modo decente. Non avrò la connessione quindi il mio naturale senso di disorientamento, sarà compensato solo da una mappa offline che ho scaricato sul telefono. Se mi ricordo ti porto un souvenir, così avrò una scusa per ri-raccontarti questa storia tra qualche anno. Preparo le ultime cose e vado a godermi questa "ultima" serata in famiglia. Sembra una frase un po retorica, ma ti giuro che lo faccio anche per loro: come farei a guardare Elia e spronarlo ad inseguire i suoi sogni, se io facessi sempre la cosa più sicura e modesta?



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