Diario di un Autoprodotto



Bella dy. Hai visto che figata le Grotte di Labante? Ieri siamo stati li tutto il giorno a rilassarci, e con l'Elia ne abbiamo fatte di ogni: guardato le trote, entrati nelle grotte, spruzzato acqua, mangiato panini, suonato canzoni impossibili ma d'impatto. Ci vuole proprio, ogni tanto staccare dalla città e dai suoi ritmi frenetici. Non avere il computer, e non pensare alla politica marcia del nostro bel paese di ladri democristiani. La natura mi ricorda che è questo che siamo: formichine che portano il loro fardello seguendo un percorso determinato a priori. Soltanto che loro credono al loro Grande Scopo: sopravvivere come specie. Noi invece portiamo le nostre bricioline a spasso per il tempo e lo spazio, chiedendoci ossessivamente cose tipo :"ma dove cazzo dovevo andare?" e soprattutto "dove le possono nascondere per non pagarci sopra le tasse?", oppure, nel mio caso specifico: "perché non scrivo una canzone su me stesso, che sembro una formica ma mi faccio domande del cazzo?". Comunque questo, nulla toglie all'amenità di giornate come quella di ieri. La luce, i colori dell'estate sul pre-appennino, le persone più fantastiche della terra che mi amano. Poi quando sono fuori, mi concedo di suonare qualche cover, cosa che a casa, mi sembra sempre una gran perdita di tempo. Sono un uomo fortunato. Tutta la musica del mondo, non vale un minuto di felicità vera. E adesso so dove devo portare la mia briciolina.


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