Diario di un Autoprodotto


Black Cat Pub
Black Cat Pub

Stamattina c'era il sole, e nonostante la sensazione di avere le gambe che non reggono, sono andato con la Devi e l'Elia a fare colazione in centro. Mi sono alzato felice e soddisfatto del live di ieri sera, anche se come al solito, non c'erano molti fan a sostenermi, e i clienti abituali del locale, evidentemente erano a Villa Serena.(li capisco, suonavano i mama afrika). Anche Marino, che ha apprezzato molto, era dispiaciuto per questa scarsità di persone, e ci siamo accordati per un'altra data a settembre. Io invece non sono stato dispiaciuto per niente. Sono venuti a vedermi degli amici, due dei quali non mi avevano mai sentito suonare, e ho visto che hanno apprezzato. E' venuto anche il mio amico Pierpaolo Silvestri, un videomaker che avevo conosciuto al Caffeina, e mi ha scattato un po di foto e girato un video (vedi a fondo pagina) con la fotocamera. Tra gli sconosciuti, una ragazza ha seguito molto attentamente ed ha voluto lasciarmi la mail, ed altri avventori occasionali, si sono fermati ad ascoltare. Che cazzo si può volere di più? Certo, so che merito un pubblico numeroso e consapevole, ma è presto. Devo ancora migliorare molto con la chitarra, ma questa volta sono riuscito a non accelerare i pezzi, li ho pronuciati, scanditi, suonati davvero con trasporto. Questa per me è la musica: poter abbassare il ponte levatoio e fare entrare i viandanti nel mio castello di parole. la gente non capisce quanto questo sia importante: essere li a farsi giudicare, lottare per avere l'amore, sporcarsi le mani. La mia gavetta è appena iniziata, ma mi sento sulla strada giusta. Certo, detto da uno che si perde andando a S. Giovanni in Persiceto, suona strano. 




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