Diario di un Autoprodotto


caro diario, l'elia si è addormentato e io sono stanco morto. Dopo il lavoro sono andato a prenderlo all'asilo e siamo andati al Mikasa a farci una birretta. Ha esplorato ogni angolo di quel posto sia dentro che fuori ed è subito voluto salire sul palco a suonare la batteria. Non so se i ragazzi approvassero quel suo scorrazzare tra cavi, mixer e strumenti, ma io ero troppo orgoglioso per fermarlo. ha sgridato dei cani che avevano la colpa di dormicchiare all'ombra. dopodiché ci siamo dati alle schifezze come pizzette e taralli all'aglio, come fanno i veri uomini, e lanciato sassolini ovunque. Ad una certa e' arrivato Stefano e si è parlato per la faccenda dei live. beh.. alla fine domani fissiamo il mio concertino, magari con qualcuno che apre, e poi vedremo per le altre band. ho la sensazione (anche se nulla me lo ha fatto pensare nello specifico) che non creda troppo nel mio potenziale, ma non lo biasimo: come potrebbe a scatola chiusa? quindi tra gli obiettivi metto quello di dimostrare la mia professionalità e la qualità della mia musica. da tempo avevo capito che non bisogna aspettarsi la fiducia dagli altri, tanto più se non fai nulla per ottenerla, ma ultimamente riesco a farlo davvero. capisco perfettamente che per un gestore io sono un "senzanome" come un altro, e che l'empatia che si crea tra le persone è più produttiva della proposta stessa. Oggi non mi interessava di convincerlo che sono bravo, pensavo solo a fissare questa data e andare a casa a guardare "Masha e Orso" con Gable. ti tengo aggiornato..



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