Diario di un Autoprodotto

Ciao, ti scrivo perché mi sono rotto le palle di leggere scambi di opinione sugli scontri del primo maggio, sulle ruberie di mafiosi e politici all'Expo, e sulle dichiarazioni sterili di questo e di quello. Poi, l'ultima volta non ti ho detto che mi sto prendendo l'impegno di programmare qualche serata per un locale (ti dirò meglio quando avrò conferma ufficiale) e ho messo un annuncio su Facebook per cercare artisti. Mi hanno risposto in parecchi e adesso ero qui ad ascoltare e valutare, neanche fossi un discografico. Del resto mancano i luoghi per esprimersi e l'idea di creare un piccolo punto di riferimento per la musica originale mi alletta. Certo non sarà una passeggiata, soprattutto per uno come me, che non ha l'anima del Pr. Però so che la gente non è così stupida come quando va a votare, e la qualità piace. Cazzo, anche se non ti piace il soul e ti trovi Ray Charles a suonare, in quel locale ci torni.  Oltretutto il posto è davvero bello aldilà di tutto, personale, spazioso, prezzi amichevoli. Il tempo parlerà, ma intanto continuo il lavoro per i prossimi pezzi che registrerò in maggio: "Tutto cambia" e "Le bocche rassegnate a tacere".  Sono molto simili per ritmica funky e stacchi hard rock. Mi fanno cavalcare il ricordo degli anni '90, di quella musica così incazzata ma ancora piena di speranza. Senza nostalgia, s'intende, piuttosto estemporanea ispirazione. "La musica va avanti e io gli vado appresso" cantava Jovanotti nel 1994. Beh, lui è un grande in questo, io un po meno. Ho sempre l'impressione di essere all'antica, infatti non ho mai amato i suoni elettronici, anche se in alcuni casi, sono potentissimi. Dico questo perché sono diventato un fan de "Lo Stato Sociale" ultimamente, e non riesco a togliermi dalla testa i loro testi e le melodie delle tastiere. E come sempre quando "scopro" un'artista nuovo, ne parlo a tutti, anche se visibilmente non frega un cazzo a nessuno, ma pur sapendolo, non resisto. Ho notato che invece molti musicisti in rete e non,  storcono in naso sulla band bolognese, tacciandola di superficialità e populismo, ma secondo me le opzioni sono due: o non hanno capito i testi, oppure li hanno capiti fin troppo bene (vedi "sono così indie"). Ascoltati il pezzo che ti ho linkato, caro diario. Parla della realtà dell'ambiente musicale bolognese, ed è spassosissimo. Comunque l'importante sono i fans, e quelli ne hanno a pacchi. Anche se la mia musica è molto distante dalla loro, mi hanno dato dei motivi di ispirazione. Si, diario, perché devi sapere che io rubo da tutti. Davanti ad una conoscenza che mi interessa, faccio come i politici italiani con i soldi pubblici: cerco di appropriarmene. Figurati che sto plagiando delle melodie dell'Elia quando canta con l'ukulele. 

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