Diario di un Autoprodotto

Rieccomi my dear. Avrai notato che ultimamente sono più assiduo, ma non perchè tutto di un tratto non abbia un cazzo da fare. E' solo che questa avventura autoproduttiva comincia a divertirmi parecchio, ed ogni volta che avvio qualche giochino di Facebook o guardo video stupidi, mi sembra di sprecare tempo. Ieri sono stato al Black Cat Pub in Via Saragozza ed ho fissato una data live per il 29 maggio, un venerdì. Bene, ci voleva una scadenza per darmi l'impressione che la mia musica esiste davvero, ed io pure. Il posto è molto accogliente, ed il gestore è un musicista folk amante dell'Irlanda. Mi ha raccontato dei suoi numerosi viaggi sull'isola e dell'idea di andarci a vivere. Lì c'è una cultura musicale diffusa, se ne parla tra le persone comuni, non solo in circoli del cazzo di "damsiani" e scrittori di recensioni. Gli ho proposto l'idea di esporre nel contempo le mie tele, per dare la mia visione del mondo anche attraverso le immagini, ma questo si vedrà. Questo week-end mi darò quindi alla grafica, per i volantini e la locandina, anche se sò che non sarà questo a riempire il locale. In realtà mi piace smanettare con Gimp e l'idea di incuriosire degli sconosciuti riguardo al mio lavoro: chi lo sa dove si nascondono i miei fans? Li stanerò uno ad uno come facevano quei porci nazi con i nostri partigiani, ma senza sterminare nessuno. Del resto capisco che a Bologna, c'è un'enorme offerta di concertini, feste, vernissage e happy hours, quindi, se non sei al Pratello, non è detto che qualcuno finisca di mangiare e si precipiti fuori porta ad ascoltare un cantautore dimenticatodaddio. Comunque questo non mi riguarda più di tanto: io daro il 100% e lo farò per quelli che ci saranno. A volte mi chiedo perché per noi artisti sia così importante piacere. Certo lo fai per te stesso, dici che vuoi arricchire la cultura ed il mondo, usi frasi da talent tipo "regalare emozioni". Tutto vero, nulla da dire. In fondo però c'è una sorda eccitazione, la paura di esprimersi o la voglia di farlo. E' più facile stare a casa o tutt'al più andare a vederlo un concertino, che alla peggio te ne vai al Pratello. Invece immaginare quell'occasione fantastica per dire la Verità, senza che le persone scappino o cambino discorso, mi emoziona. Anzi con la magia della musica, godono pure. Oggi andavo in macchina ed ascoltavo "Abbiamo vinto la guerra" de Lo Stato Sociale e carico come un ragazzino di sabato sera, ballavo come un deficiente bloccato in tangenziale: non ti dico gli sguardi degli automobilisti incazzosi. Mi chiedevo: - Ma dove cazzo dovranno andare tutti? Strombazzate, zigzag sulla corsia d'emergenza, frenate brusche, e cigolii di pneumatici. Rilassati, avrei detto ad ognuno di loro, e non stare sempre in quella posa da James Dean a 45 gradi che ti viene mal di schiena. Ascoltati una bella canzone. Noo, non alla radio, SCEGLILA TU, una buona volta, e riascoltala altre cinque volte. Bene ora entra in quel tempo: muovi la testa e ascoltala ancora una volta. Ovviamente il mio dialogo immaginario veniva puntualmente interrotto da gente che mi suonava perché ritardavo la partenza, immerso com'ero in queste fantasie, appunto. Alcuni mi avrebbero strangolato volentieri, proprio per il mio senso del tempo troppo raggae, ma questa idea mi provocava anche un certo piacere perverso. E' bello sognare quando ami la tua realtà. Tutto sembra un surplus, e non c'è la paura del fallimento. Fallire = rinunciare. Penso a tutte le persone che dicono "mi sarebbe piaciuto" oppure "se non avessi avuto la sfiga.." e ricomincio uno di quei fottuti dialoghi immaginari che non riesco ad evitare. -"Fallo, cazzo, cosa può succedere?" oppure "Credi in te, porca troia, al massimo sbagli!" e subito mi viene in mente la reazione delle persone a cui l'ho detto davvero: desiderio di strangolarmi. Pure loro. Invece è' proprio fico fare Arte: dici verità scomode sulle persone e loro te ne sono anche grati! Fortuna che di solito non si accorge nessuno della truffa, e pensano che tu stia lì solo ad esprimere i tuoi sentimenti! Ora vado a rilassarmi dalla Devi che il piccolo Gable se la dorme. A breve ti faccio vedere il volantino così mi dici cosa ne pensi.. 

Scrivi commento

Commenti: 0