Diario di un Autoprodotto

'sera, caro. Oggi sono stanco e felice. Ieri invece, ero insolitamente nervoso e pessimista. Dopo tutto quello che ti ho scritto l'altra volta, ci sono ricascato. Ho anche rotto le palle a quella santa donna di mia moglie, chiedendo  conferme per il mio ego ingenuo ed incerto. E' che si avvicina il momento della verità, anche se ci vorranno dei mesi. Ho prenotato la camera a Sant'Arcangelo, in una locanda trattoria molto confortevole, ad un prezzo onesto. Mi sono preso il venerdì per ottimizzare. Mi mancheranno da pazzi i ragazzi. Sto anche guardando per l'acquisto di una nuova chitarra acustica: la mia Yamaha non si può sentire, con quel cazzo di basso senza sustain, e l'Ovation non è mia, e prima o poi dovrò restituirla. Inutile dire che sono andato a vedere subito le mitiche Martin: fuori portata per le mie tasche. Mi sto anche studiando i vari tipi (dreadnought, parlor, folk etc..) per cercare il suono che mi si addice. In realtà penso che la chitarra sia come la tavola da snowboard: devi provarne tante prima di capire quella perfetta per il tuo stile di riding. Andrei dritto a Tomassone, ma mi stanno veramente sul culo. L'ultima volta mi hanno venduto una chitarra usata guasta, e quando gliel'ho portata per la riparazione, hanno minimizzato, come se fossi un rompicoglioni. Tra l'altro ha cominciato a "friggere" il giorno dopo. Ah.. sono ripassato al Mikasa e abbiamo fissato una data per il 19 giugno anche se potrebbe slittare al 20. Ho molta voglia di suonare in pubblico, ormai è da un po che mi sto dedicando solo al disco, chiuso come un topo di biblioteca, e le canzoni cominciavano ad innervosirmi. Loro fanno come te, stanno li, non ti aiutano minimamente a scriversi, e tantomeno ad arrangiarsi. Il pubblico invece si. E' bello meravigliarsi, quando colpisce un pezzo che mi sembrava molto immaturo, su cui io stesso non avevo puntato troppo. E le facce di sgomento, quando faccio i miei finali senza finale, o i miei intro senza intro. Ci sto prendendo gusto a fare un po il personaggio, raccontando qualche aneddoto sulla composizione dei pezzi, anche se ancora, mi capita di iniziare discorsi troppo complessi per la brevità richiesta dalla situazione e per la mia esperienza da showman: ci arriverò per gradi. Poi domani, in teoria dovrei fissare un'altra data, nella quale esporrò anche i miei olii su tela. Non avevo mai pensato di esporli, concentrato com'ero sulla musica, ma in fondo anche loro meritano di uscire dal mio salotto ogni tanto, per fare due chiacchiere con qualcuno a caso. Fatto questo, mi concentrerò, oltre che sul disco ovviamente, a fare un salto di qualità nei live. Presenterò i 10 brani e allestirò una semplice scenografia, per riuscire a spiegarmi meglio. Ma come sempre lo scoglio maggiore non è quello di far godere i presenti, ma di riempire il locale. Se penso a quei cazzo di eventi su facebook mi viene già l'orticaria. Si, farò anche quello, come tutti i disper.. ehm.. cantautori autoprodotti. Ma devo trovare un modo alternativo. Flyers? Ovvio, ci sto già lavorando. Ma visto che siamo in confidenza, devo ammettere che l'ultima volta non è venuto nessuno. Chiederò agli amici più stretti di condividere il post, ma anche questo, in passato non ha prodotto grossi risultati. Cazzo, è difficile richiamare l'attenzione, senza ricorrere a bambini, donne nude, o americanismi. Se facevo raggae era fatta. "Zion vs Babilon night" potevo chiamarla, con un alias tipo Rezzo-farian. Il bulbo non mi manca. Devo ricordarmi di evitare tutte quelle parole che intimoriscono i giovani come poesia, impegno sociale, comunismo, multinazionali, filosofia, cambiamento. Alcune poi, come "storia" o "spiritualità", atterriscono più del finto attacco alle Twin Towers, o di quelle fottute scie chimiche. Qualcosa mi inventerò. Non ho mai amato la promozione. Forse per questo mi hanno bocciato due volte alle superiori. Adesso vado a guardare una puntata di Modern Family con la mia dolce ragazza e mi sparo una tisana al limone con il miele. That's so rock!


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Commenti: 7
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