Diario di un Autoprodotto

Caro diario, tempo fa di parlavo di booking. La mia prima giornata di lavoro aveva prodotto in me l'idea, che non ci fossero posti per suonare in cui valga la pena, in questa città. E in effetti, guardando i locali del centro che propongono solo jazz per gente benestante di mezza età, o i locali per teenageers che devono mettere un nome con Dj davanti per essere felici, l'impressione è quella. Oggi mi sembra diverso. Ma parto dall'inizio. Mentre ero in montagna, mi è capitato di leggere il libro di un certo De Martini, durante le mie "riflessioni" al cesso. Innanzitutto devo precisare che i libri non si scelgono:  sono loro che ti interpellano quando hanno qualcosa da dirti. In ogni caso le prime pagine che ho letto mi hanno colpito. Il tizio raccontava la sua storia personale. Era un bambino con problemi di dislessia e apprendimento. Al punto che i medici, ignoranti come sempre, dissero che l'unica possibilità era dedicarsi allo sport, in quanto secondo loro, non avrebbe mai letto o scritto come le persone comuni. Immaginati la scena: i dottori che visibilmente preoccupati, ti dicono: o tuo figlio diventa un calciatore, o sarà sempre uno sfigato. Questa è la nostra scienza, porca puttana. Comunque, per fortuna non tutti credono ciecamente alle cazzate dei camici bianchi, e il nostro protagonista, alla fine diventa un milionario, ha una bellissima vita familiare, scrive libri best-seller e fa qualcosa di utile e concreto nella vita, anzichè lamentarsi. Beh, dici tu, una storia come tante. E' vero, ma per uno che come me ha avuto problemi con la balbuzie, è più di una storia come tante. Mi è rimasto impresso un concetto: il "gratitudinismo". Cioè alla domanda - Sei pessimista oppure ottimista? Lui risponde Gratitudinista. Bisogna essere grati, se ho ben capito, della perfezione del tutto. Le cose negative vengono sempre compensate da quelle positive. Il lutto ci fa amare la vita in un modo che avevamo dimenticato. Ma non voglio spiegarti un concetto che ancora sto elaborando e vengo al punto. Ti ho detto che oggi la mia attività di booking è stata diversa. Ho visto un evento su facebook in un posto che non avevo mai sentito: ho chiamato e ha risposto una persona disponibile, che mi ha detto di passare di persona. Detto fatto, ho preso lo skate e ho raidato un asfalto davvero ruvido e pieni di insidie come sassolini e carte di caramella, fino al posto indicato. Ho dimenticato il cellulare, ma mi ricordavo la via, quindi una volta raggiunta, l'ho percorsa tutta, passando davanti al locale senza accorgermi. In questo luogo molto desolato ed "industrial" vedo un crocchio di persone davanti ad una porta illuminata e mi avvicino. Sono arrivato per sbaglio, al famoso Freakout, che è un club per concerti dove suonano nomi conosciuti tipo Mariposa e Bologna Violenta. Incredibile! Avevo sentito mille volte parlare di questo club e non mi ero accorto che era a 500 metri da casa mia. Non so se mai mi faranno suonare, ma il punto è che sbagliando strada, sono arrivato in uno dei posti più interessanti della scena musicale bolognese.  Penso: -non può essere un caso. Chiedo informazioni e torno indietro verso il locale che cercavo. Appena arrivato mi accorgo che è un posto particolare: una specie di centro sociale, con corsi, concerti e attività varie. L'edificio forse era uno stabilimento industriale parecchi decenni fa, ed è arredato in modo eccentrico e freak stile. Good vibrations. Un po come quando a Milano, arrivai al mitico Leoncavallo. In questi posti vedo il desiderio di esprimersi, di comunicare, senza troppi clichè, in un clima di tolleranza. C'era un bambino di sette-otto anni con i genitori che bevevano uno spritz. Forse bendisposto da questa atmosfera anti-borghese, ho parlato piacevolmente con uno dei proprietari e con il direttore artistico, e mi sono sembrati ben disposti ad organizzare un concertino. E' stato proprio piacevole. Andare a proporre un progetto in cui credi e non vedere quelle facce da cazzo di baristi che accampano scuse invece di dedicarti cinque minuti e poi dirti "si" o "no". Ora, il concerto non è stato fissato, quindi non mi sbilancio, ma se così fosse sarebbe stato semplice e divertente trovare una data in un bel posto, pure vicino a casa! Si lo so, ti stai chiedendo perchè ti ho parlato di quel tizio e del suo libro. Ebbene te lo dirò: dalla mattina ho applicato una visione "gratitudinista", cioè ho cercato di trovare la perfezione e la bellezza del mondo, in uno stato di coscienza equilibrato. Senza picchi di entusiasmo o depressione. Stare bene nei propri panni. Abbandonare finalmente il desiderio di essere quello che vogliono gli altri. Abbiamo parlato anche del suo lavoro per aprire il locale, e stimo molto chi ha le palle di Fare anzichè aspettare all'ufficio di collocamento. Non è facile in Italia. E la siae, e i vigili, e i vecchi che si lamentano, (ma non degli affitti usurai in nero che intascano) e dall'altra parte creare uno spazio sociale tenendo a bada gli eccessi di "libertà".  Per la data staremo a vedere. Ma mi chiedo: - possibile una tale differenza rispetto a pochi giorni fa? Tra l'altro tornando di mi ha ricontattato un'altra persona per una probabile data. Vacci a capire. Sarà questo il segreto del perfetto Autoprodotto? Stasera andremo tutti a vedere un concertino Rock'n Roll proprio al Mikasa. Se tu non fossi solo nella mia testa e in un server remoto, porterei anche te. Comunque ti tengo aggiornato

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