Diario di un Autoprodotto

Gustav Klimt - Fregio di Beethoven - Palazzo della Secessione - Vienna
Gustav Klimt - Fregio di Beethoven - Palazzo della Secessione - Vienna

Lo so, caro diario, tu vorresti sentirti raccontare solo cose positive e stimolanti. Ma del resto, se uno non si sente un pirla a scrivere un diario, è perché ritiene che l'esercizio della scrittura sia utile a fare chiarezza. Da una parte sono carichissimo, perchè come ti dicevo, il finanziamento è accreditato, ed il disco si farà; dall'altra sono nervoso. Per questo sto suonando più che posso, limando un po i testi, ed ho anche fatto il mio primo giorno di booking telefonico e non, come da programma.  Ho rimesso mano ad un vecchio file excel con dei contatti che mi ero segnato ed ho chiamato a tappeto. Ti riepilogo brevemente le risposte: "-Siamo pieni, richiama dopo l'estate!" - "Facciamo tutto con un'agenzia che porta i gruppi" - "Il locale è chiuso" - "Non facciamo più concerti fino all'anno prossimo" - "Devi sentire il capo, ma non c'è mai!" - e poi la più gettonata: manda una mail! E io mando le email, tanto scrivere mi piace. Comunque, nulla di nuovo, anche in rete, gli esperti dicono che l'unica è affidarsi alle agenzie di booking, anche se le agenzie di booking non sono interessate ad artisti che non fanno già molte date. O almeno è quello che ho capito io. Adesso proverò a buttarmi anche sui centri sociali, circoli, associazioni, nonostante mi sia sempre successa una cosa strana con la politica: con i comunisti sembro di destra, e con i fasci, Che Guevara. Non so perché, forse prevale la mia anarchia di fondo, o voglio semplicemente contraddire chi si sente sicuro della bandiera che sventola.  Adesso non le sventolano neanche più, comunque. Il primo giorno di sole disponibile, me ne andrò a suonare al parco, cercando quel semplice piacere liberatorio di aprirsi al mondo. Si, diary, perché nella solitudine di una connessione adsl, è facile perdersi in puttanate. Non pensi che l'arte dovrebbe essere un Tempio? Cazzo, mi viene in mente il palazzo della Secessione di Klimt, e torno a sorridere. Altro che Heineken Jammin.  Mi accorgo che non c'è nulla di meglio da fare nella vita, che vivere. L'Elia me lo insegna ogni giorno. E' forse questo che devo riuscire a mettere nella musica? Staremo a vedere. Adesso vado a vedermi qualche chitarra, che la Devi sta scrivendo il suo libro, di cui ho letto qualche stralcio.. Poi te ne parlo, è molto interessante.. ma tu non dirle che te l'ho detto!

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