Diario di un Autoprodotto

Siamo appena tornati da Rimini. Elia sta ciucciando con la sua mamma, e io rifletto sulla giornata. Oggi dopo aver accompagnato i miei ragazzi a Miramare, sono stato a Sant'Arcangelo dal mio produttore. Altra giornata di selezione dei brani: ho registrato 18 take di chitarra e voce orientative, per dargli del materiale da ascoltare, ed abbiamo parlato delle scelte di arrangiamento. L'album sarà di 10 pezzi alcuni acustici piano chitarra e voce, e altri anche con basso e batteria. Cominceremo a metà aprile fino a fine anno.  Anche questa volta ho realizzato come sia importante farsi aiutare da una persona preparata e con un orecchio imparziale. Un pò come te, mio caro. Mi ha fatto notare una caratteristica della mia musica che ho sempre trovato originale, ma che in effetti rende difficile la comprensione (in senso musicale) di alcuni dei miei brani: il dualismo della mia personalità. Da una parte i giri in minore (visione della cruda realtà), dall'altra, un desiderio di essere bambino, l'entusiasmo ingenuo della scoperta, l'ironia, che cerco di esprimere nei maggiori dei ritornelli. Ho bisogno di vedere la verità, che a volte è molto amara, ma anche di esprimere la mia speranza, dare un'alternativa alla banalità assassina della nostra società ammazza-sogni. Però forse dovrei mischiare meno questi due aspetti e dedicare ad ognuno di essi un'intera canzone. Un'intera canzone sulla Paura, un'intera canzone sulla spensieratezza. Niente grigliata mista, diary,  o salsiccia o costolette. Almeno non in tutte le canzoni. Questo è un'altro elemento che mi farà ritoccare di nuovo i pezzi, quindi bestemmiare, ma è un passo ulteriore verso la conoscenza di me stesso. Rezzo, diobono, ma chi cazzo sei? Come posso fare per aprirmi al mondo e alle altre persone? Non aver paura di chiedere ai miei fan di essere miei fan, come si faceva con le ragazze a quattordici anni: - Vuoi metterti insieme? (sperando in una risposta più positiva, ovviamente!). Questo disco per me è una dichiarazione d'amore al mondo.  Si, perché per molto tempo ho odiato la gente. Il mondo angusto e banale che vedevo era solo nella mia testa. Mentre un'innamorato scambia una rosa per un Arbre Magique. Ed è felice.

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Commenti: 1
  • #1

    mascia (lunedì, 16 marzo 2015 18:35)

    Fantastico. Mi emoziona sentire che hai la consapevolezza che tutto é dentro di noi. Se c'é amore e bellezza dentro, il mondo fuori è solo un'immagine riflessa... ti adoro per la tua sensibilità, il tuo talento, l'entusiasmo con cui guardi il mondo, con gli occhi di un bambino..grazie grande Anima, sono orgogliosa di essere tua sorella ❤