Diario di un Autoprodotto

Disponibile anche come portachiavi!
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La progettazione dell'album procede. Adesso che ho fatto una scrematura dei pezzi, tutto mi sembra più fattibile. A volte fatichiamo di più a pensare alle cose che a farle. Sto variando le tonalità per trovare la melodia che abbia la giusta intensità, e cercando di armonizzare la voce con il timbro della chitarra. Sto anche pensando di dotarmi di un'elettrica tipo Telecaster, per far risaltare quegli stacchi hard rock che ci piacciono tanto. Sono ormai sicuro che il disco sarà buono, dal punto di vista tecnico-artistico. Non so ancora come muovermi, invece, per la promozione e la vendita del cd. Ovvio che lo metterò sulle piattaforme digitali, ma questo non basta per farlo girare. Ci vogliono diverse date live e una buona dose di "spam" su social networks. Come sai la parte carente del mio progetto autoproduttivo è proprio il marketing. Vedo gruppi penosi come contenuti e capacità, ma che sanno confezionare e vendere il loro lavoro benissimo. Stupido orgoglio da artista ottocentesco! Dovrei andare più deciso, inventarmi slogan, postare ogni cazzata che mi passa per la testa? O continuare a condividere su fb e twitter le stesse vecchie registrazioni? Devo fare dei gadget con il mio faccione? E poi devo svegliarmi nel booking: ho bisogno di chilometri sulla chitarra. Ho deciso che battezzerò un giorno a settimana appositamente per cercare date. Comunque, diary, è dura la vita dell'autoprodotto. A volte di fronte alle mille difficoltà, immaginarie e reali che siano, mi scoraggio. Sono tentato di pensare che in fondo non me ne frega un cazzo di sfondare con la musica, di concedermi all'insensato ozio dell'uomo borghese e godermi la famiglia. Poi vedo giocare il mio piccolo Elia e tutto torna nella giusta prospettiva. Guardo mentre impara da ogni cosa, il suo entusiasmo insensato e la fiducia che ripone in me, e tutto questo mi fa venire voglia di essere all'altezza della sua aspettativa. Il vecchio Rezzo, balbuziente e orgoglioso è sempre lì, ma grazie a quel piccolo attore di Hollywood (Vedi film con "Mr. Gable"), anch'io sono pronto, a 37 anni, a cominciare tutto da zero.

Cerco di dimenticare tutte le mie influenze, le idee su me stesso, le idee degli altri su di me, e le mie  su gli altri. E ancora: via i giri di chitarra stile Liga, non esagerare con le melodie, pronuncia bene tutte le sillabe.. Pensieri semplici e sinceri, come quelli di un bambino di 15 mesi. Quando dici una bugia ad un bambino, la dici anche al bambino che c'è in te, e aiuti entrambi a diventare dei depressi nichilisti. L'unica, diary, per me almeno, è proseguire sulla via della sincerità. E sinceramente, adesso, mi godrò un po di sano ozio da uomo borghese e la mia famiglia (Te compreso, s'intende!).

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Commenti: 1
  • #1

    aldo rezzonico (domenica, 08 marzo 2015)

    Carissimo Omar, ho letto attentamente il tuo diario e condivido appieno il suo contenuto. Il Ns. Elia è fortunato ad avere un babbo come te e tu sei fortunato ad avere un figlio come lui. Elia sono certo che crescerà in buone mani, le tue e quelle di Devi e vi darà molte soddisfazioni, si formerà in una ottima atmosfera familiare e con il buon esempio di entrambi diverrà un uomo saggio, equilibrato ed onesto. Io spero vivamente che il Padre Eterno mi dia la possibilità di vederlo crescere in un tempo ragionevole, rapportato alla mia non giovanissima età. BABBO, SUOCERO E NONNO ALDO