Diario di un autoprodotto

Le feste sono alle spalle. Questo inverno 2015 fa un po incazzare viste le temperature primaverili, ma spero ancora in una gelata improvvisa. Intanto mi guardo come sempre video di snowboard, e lavoro alacremente (si fa per dire) alla pre-produzione di Pagina Bianca. Ho rifatto da capo la chitarra ritmica, con l'accorgimento di suonare con il plettro vicino al manico, ed ho ottenuto un suono più rotondo ed elettrico. La voce sta subendo un processo di "asciugatura": cerco di non melodizzare in eccesso, rimanendo fedele alla punteggiatura e scandendo bene le singole sillabe. A volte dire le parole, è più importante della linea melodica, o meglio, crea una melodia non schematica, fatta di sfumature, silenzi, accenti.  Ma soprattutto ne sto capendo l'importanza. Comincio ad identificarmi con esse, e la mia voce esce senza sforzo, dallo stomaco.  Paradossalmente invece oggi, un "amico" di Facebook mi ha fatto notare che le mie performances non trasmettono emozioni.  A me pare una innocua cazzata, ma essendo di parte lascio giudicare agli altri.  Comunque mi ha fatto piacere: sono pochi quelli che esprimono un parere o che si sbilanciano in un giudizio. Inoltre mi ha fatto riflettere sul margine di miglioramento (enorme a dire il vero) delle mie performances. Tutto fa brodo. In questi giorni è stato da noi mio nipote Crash di ritorno da un lungo viaggio negli states, ed abbiamo girato video sullo skate e la nostra stessa cazzaraggine. Ci siamo dati poi al montaggio delle clip, abbiamo suonato evergreen rock e metal, e parlato a lungo di musica, come dovrebbero fare tutti gli zii e i nipoti. Mi sono posto nuovi obiettivi, sostituendoli ai vaghi desideri. Sto edificando nuove convinzioni. Sento che qualcosa sta cambiando, ma non lo voglio dire in giro, finchè non ne sarò certo (tu muto, mi raccomando).  Ti ho allegato un video di quelli di cui ti parlavo.. spero ti piaccia.. 

 

 

 

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