Diario di un Autoprodotto

Sabato 20 settembre 2014

Finalmente ho tra le mani una chitarra seria. Quella che vedi in foto è una Ovation (sito ufficiale). Non che me la sia comprata, ma fortunatamente il mio amico Lex, me l'ha prestata in vista della prossima registrazione. Ho comprato una muta di corde Phospor Bronze 0.11 e le ho subito montate. Innanzitutto è fantastico che non ci siano quegli stupidi coni di plastica bianca da premere con il dito, ma semplicemente va infilata la corda. Cazzo che sound. Alti medi e  bassi sono perfettamente equilibrati, il che da una leggerezza incredibile alla pennata: ti viene subito da suonare i Creedence. Nonostante la cassa armonica abbastanza ridotta, ha un ottimo sustain sui bassi. Inoltre sto finalmente trovando la melodia di "Pagina Bianca" adesso che ho capito la tonalità ideale per la mia voce. Non vedo l'ora di avere le tracce di chitarra e voce per provare tutti i raddoppi e i coretti che mi suonano nella testa. Certo la mancanza del basso è sempre un'incognita, non avere quella piacevole sensazione di calore e sostegno, ma la musica è solo musica, quindi si fotta il basso. Ho pensato di registrare delle tracce stile drum machine per tenere il tempo, ma mi portano più fuori che altro. In ogni caso sono contento, perché pian piano tutto questo lavorio mentale sta dando i suoi frutti, e le mie canzoni sono sempre più minimali e convincenti. Mi accorgo di quando sono in un periodo creativo perché smetto di ascoltare la radio. Odio la casualità e l'inquinamento culturale della musica senza spessore, e i finti patemi amorosi di ragazzini popstar che pippano coca e sposato attricette. Mi butto sulla playlist storica a base di Doors, Johnny Cash, Cake, TARM, Violent Femmes,  nonché Ben Harper, Jovanotti, Mumford & Sons. Mi chiedo che cosa rende grande la grande musica che fanno, e so darmi una risposta credibile. Sono all'inizio di una buona strada.

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