Diario di un Autoprodotto

Martedì 24 giugno 2014

Ho lasciato le brutte storie alle spalle, e fatto l'evento su Fb per venerdì. Cazzo, come il solito ho poco tempo per provare, e la scaletta è fatta quasi solo da pezzi nuovi. Questa volta proverò a darmi una disciplina, e rispettare la scaletta che sto preparando. Non è facile, my lovely diary, porca puttana. Ogni volta, passo ore e ore ad organizzare ogni dettaglio, mi faccio anche dei discorsi da solo in macchina, provo, riprovo, teorizzo, suono, mi scazzo, gioco a Candy Crash, e poi di nuovo, da capo. A volte vorrei essere come quelli che fanno 4 pezzi in sei anni per essere sicuri che siano arrangiati bene. Quelli che sanno perfettamente ogni funzione del loro rack multieffetto, che switchano, mettono gain, tagliano frequenze, campionano rumori nelle loro loopstation. Insomma un Professionista. E invece, grazie a Dio, non lo sono.  Non ho più paura, diariobbello, del rifiuto. Parlare con te mi sta aiutando, perchè ascolti e non rompi il cazzo. Non hai altro da fare, del resto, non stai andando da nessuna parte, e non hai altri impegni per quando suono. Certo, a volte mi sento po "una liceale in un romanzo di Gombrowitz", ma come dice l'autore stesso, tutti lo siamo un po. Comunque, ho tutto, sono carico, ma più si avvicina il momento, più sono insicuro. [Chi te lo fa fare?] ... Chi me lo fa fare? Cazzo, my dear diary, bella domanda: in effetti non lo so. Invece lo so, e lo sai anche tu.

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