Diario di un Autoprodotto

Sabato 21 giugno 2014

Non tutte le ciambelle escono col buco. Alcune proprio si bruciano in forno, o manco vengono infornate. E' il caso del concerto di ieri sera al Caffeina. Concerto che non c'è stato, e per questo mi vorrei scusare con chi era venuto apposta, con chi ha creduto nella mia passione per la musica e la cultura. Sono arrivato alle 18.30 durante Italia-Costarica, e forse avrei dovuto presagire il disastro. La solita Italia, rinunciataria e furbona, retropassaggi, passaggi in dietro, catenaccio, melina, disimpegni a Buffon, lanci lunghi  della speranza a Balotelli. E come nella nazionale non può fare tutto Pirlo, io non posso (e non voglio) evitare ai falliti, il fallimento annunciato. Ma ti racconto, caro  Diario, i fatti, senza enfasi e tralasciando la mia incazzatura per la figuraccia  che ho fatto, anche se gli Onironauti sono amici veri, e hanno capito perfettamente la situazione. Giovedì sera, passo al Caffeina per definire i dettagli prima del concerto, ma ce n'è uno, piccolo, che mi preoccupa: i gestori del locale, non sapevano che l'indomani ci sarebbe stato un concerto! Porta troia, lo  sapeva anche Errani, da tanto che ho rotto il cazzo alla gente per venire al concerto. Comunque, dotato come sono, della mia ingenuità stile Candido di Voltaire, non ho voluto farci caso. Arrivati i musicisti, Francesco, più ubriaco di Bukowski, non fa una piega. Non saluta, non offre da bere, non parla. Beve. Si lamenta perchè non dorme. E beve. Si mette a grigliare delle salsicce, e il fumo investe le persone sedute al tavolo. Lui se ne fotte. Beve. Gira  la salsiccia,  ride, beve. Novantesimo. Battuti dal Costarica, porca puttana. Niente paura, adesso è il momento  delle cose importanti, è il momento della cultura. Montiamo tutto in tempi record (ormai sono quasi un pro) e ci apprestiamo a cominciare il live. Ho preparato dei volantini per raccogliere suggerimenti e impressioni sulla serata, e mi servono delle penne da distribuire ai tavoli. - "Fra", hai ancora quelle matite?" - chiedo al gestore. Lui mi guarda con un'insofferenza che mi fa incazzare. "Io non ho dormito stanotte, non chiedermi niente, stai tranquillo, hai fretta, che fretta hai? Incredibile. Io con il savoir faire che mi contraddistingue dico "ma vaffanculo, mettitele in culo le penne!" - e lui "portatele da casa le penne", come se la promozione al suo locale la facesse per farmi un piacere. Ci guardiamo con gli Onironauti, e subito cominciamo a smontare. Loro stessi dopo questa accoglienza, non sono intenzionati a suonare. Poi mentre noi stiamo rifacendo i cavi, (notare che tutta la strumentazione è mia), si esibisce un uno spettacolo drammatico: la morte del cigno ubriaco. Sbraita, urla, si dimena, rotea le pupille, dicendo "state tranquilli!", batte manate sul tavolo. Le persone assistono e ci danno solidarietà con i loro sguardi. Qualcuno ci chiede di suonare comunque, che è ubriaco e poi gli passa. Mio figlio di  7 mesi si spaventa, ma almeno ha visto che suo padre non ingoia il rospo. Nessun compromesso, Francesco, questo è un addio. Dopo un po, nessuno lo caga, ed ha un barlume di lucidità: viene da me come per scusarsi. Io non glielo permetto. Carico la macchina e me ne vado. Io, la Devi, Elia, gli Onironauti, e altri amici che erano venuti per il concerto, ci trasferiamo a casa, per una spaghettata improvvista e qualche birra. I ragazzi, che si sono sbattuti per un concerto che non hanno fatto, sono stati fantastici: invece che farmelo pesare, mi hanno dato la loro solidarietà, erano più dispiaciuti per me che per loro stessi. Grazie ragazzi. Domenica, ti ho scritto, delle cadute, che servono e vanno ricordate per il futuro. Altra caduta, e altro risveglio più forte e determinato di prima. Mi vergogno un pò a citare i Pooh : -"Chi fermerà la musica?". Non lo so dear diary, ma di certo non la mediocrità di qualche fallito ubriacone. Sono grato alla mia Leggenda, per aver messo un'altra difficoltà sul mio cammino verso la capacità di cambiare, di trarre spunto dalle aspettative infrante, per crescere e migliorare sempre. Infine mi scuso anche con te, Francesco, per averti ritenuto all'altezza del mio progetto: ci credo che non dormi la notte!

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Commenti: 2
  • #1

    Pero (sabato, 21 giugno 2014 14:47)

    Dai Omar, che da frase fatta "chiusa una porta, si apre un portone!" ;). Ubriachi, calcio e cultura non sono mai andati d'accordo! Spero un giorno di avere la possibilità di venirti a sentire!

  • #2

    Omar (sabato, 21 giugno 2014 20:47)

    Grazie Pero, infatti! Mi farebbe piacere se venissi. Adesso faccio l'ultimo concerto estivo venerdì prossimo, in centro, e poi da settembre si ricomincia! Ti aspetto, quando vuoi, anche per dormire, no problem!!!