Diario di un Autoprodotto

Sabato 14 giugno 2014

Maria Devigili Live@Caffeina Social Drink
Maria Devigili Live@Caffeina Social Drink

Ieri sera finalmente c'è stato il concerto. Sono arrivato affannato alle 19.00, un po in ritardo, cazzo, e io odio essere in ritardo. Avevo calcolato che dicendo alle 19.30 non ci sarebbe stato nessuno fino  alle otto passate. Invece, arrivo al bar e c'è già un bel movimento di persone che bevono delle "gran" birre. Tutti mi stavano aspettando perchè io avevo l'impianto, e non avevamo fatto ancora il check sound. Cazzo, bellissimo, una sensazione di ansia mista ad eccitazione: io non sono proprio un tecnico del suono. Però ho gestito bene il tutto, senza esitazioni (e fradicio di sudore) ho montato tutto in 15 minuti e il suono non era per niente male. Bene, Maria sta provando, si sente bene, la gente c'è e sembra "social". Mi faccio una Paulaner, che è uno dei motivi per cui perdono i tedeschi dopo il nazismo. Ma mai abbassare la guardia: Mara Stirner, una bravissima cantante altoatesina ai suoi esordi, ha un ukulele, e manca un jack canon per il microfono. Porca puttana lo sapevo, che avrei dimenticato qualcosa. In compenso ho portato mille puttanate tipo plettri, accordatori, Adi. Comunque faccio un salto a casa e trovo il cavo, corro al bar, collego, regolo il suono e mi siedo. Altra Paulaner. Mara ha quindi cominciato a suonare dei pezzi folk internazionali, con una voce allo stesso tempo potente e sommessa, in stile Cranberriers. E' piaciuta molto, la gente muoveva la testa, picchiettava sui tavolini o con il piede. Applausi, Paulaner, chiacchiere con gli amici, ancora picchiettii, ancora teste che muovono. Ci sono delle signore che si sono sedute, e un bimbo di 5 mesi con i suoi genitori, e questo mi fa più piacere che 100 giovani emo apatici. Poi Maria Devigili, sale sul palco (see... magari averne uno) e spacca. Non poteva essere diversamente. Quanto c'è un percorso dietro al personaggio che vedi suonare, il messaggio arriva. Cazzo, se arriva. Bello, bello, bello. Ad un certo punto, Francesco, il gestore del locale decide di buttare su una pasta, che quattro spaghetti non stanno mai male. Mi sono preso il mio compenso in sorrisi, musica e socialità. Altro che quei cazzo di aperitivi in Via Zamboni a 10 euro!

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