Diario di un Autoprodotto

Egon Schiele - Tormento ed estasi (1914)
Egon Schiele - Tormento ed estasi (1914)

Stamattina, propositivo come il solito, mi faccio un caffettino e mi metto a reperire informazioni su come promuovere al meglio il concertino di venerdì. Interpello Dio Google e subito sono fiducioso: diversi articoli e blog tipo "10 semplici consigli per promuovere..." o "le 20 regole per promuovere facilmente..". Man mano che leggo l'entusiasmo cala: un'insieme di ovvietà tipo condividi sui social, invita i tuoi amici e bla, bla, bla... i contenuti devono essere elementari, facili e immediati, la gente non ascolta, non ha tempo, e ancora, vuole cose facili, easy, che gli arrivino dritte al telefonino.

Siamo nell'epoca delle cose facili, o "easy" che forse ci piace di più. Non parlo della semplicità, che rimane una cosa ideale e rara, ma della facilità d'uso, della velocità. Oggi in un secondo trovi un barbiere ad Istambul, o un circolo di canasta ad Atlantic City. Perfetto. In un secondo twitti tutte le minchiate che ti passano per la testa e magari in Jamaica, uno si ascolta il tuo pezzo su soundcloud. Facile. Very, very easy. Risparmiamo tempo, benissimo. Il problema che questo risparmio non ci frutta benessere. Abbiamo più tempo e lo usiamo a cazzo di cane. Usiamo il tempo risparmiato per risparmiare tempo. E nel tempo vuoto ci annoiamo. Che massa di coglioni che siamo! Ma tutto era partito da una semplice considerazione che mi è capitato di fare davanti al capolavoro qui sopra: la musica è come il sesso: quanto più è easy, quanto più è squallido. Vi immaginate davanti ad una donna nuda (o uomo) che vi propone il Kamasutra, a dire: "no.. facciamolo alla missionaria, senza stare a cambiare posizione ogni volta!" oppure "non mi tolgo i pantaloni, se no mi tocca slacciarmi le scarpe!".

Questo per dire che la musica, come ogni altra cosa sublime in questa banale idea di società che abbiamo, richiede attenzione, impegno. Richiede per dirla con il mitico Egon "tormento ed estasi".  Ora apro una piccola parentesi (tutti i fighetti che vanno ai concerti già annoiati in partenza, dovrebbero stare a casa). Lo so che sono controcorrente nel dire che la musica è impegnativa. Probabilmente avete subito acceso Radio 105 per una boccata di spensieratezza. E vi fa sentire sicuri quel basso tunz tunz che non vi abbandona mai: in effetti non corri il rischio di perdere il tempo. C'è una bella notizia anche: più una cosa richiede attenzione, più ci nobilita!

Mi fermo a quest'ultima idea, perchè personalmente la trovo molto easy! Più che altro vado a suonare... cazzo che faticaccia..

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Commenti: 2
  • #1

    Crash (lunedì, 09 giugno 2014 21:31)

    Grande,
    mi ricordi Bukowski.
    Stile crudo e fottutamente sincero.

  • #2

    Rezzo (martedì, 10 giugno 2014 00:46)

    Grazie Crash! Che complimento....